Al Pilastro nonni e alunni dell'Alessandro Volta stanno preparando una capsula del tempo
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La capsula del tempo verrà custodita fino alla sua riapertura esattamente tra 25 anni, il 27 maggio dell’anno 2032, nel giardino della scuola.

Al via il progetto che promuove la coesione sociale ‘Il Pilastro del Futuro’ che vedrà protagonisti gli anziani del Centro Sociale Polivalente Pilastro e tutti i bambini della scuola elementare Alessandro Volta del quartiere Pilastro di Viterbo.

Il progetto, proposto dall’associazione Juppiter in adesione con l’associazione ApertaMente e voluto dall’assessore alle Politiche Sociali Alessandra Troncarelli prevede la realizzazione di una capsula del tempo che conterrà racconti, foto, video, testimonianze passate e presenti ma anche immagini di un futuro idealizzato.

Si tratterà di sei incontri nelle classi della scuola in cui i curatori del progetto avranno l’obiettivo di riempire il dispositivo ludico di esperienze e vissuti legati alla dimensione ludica, attraverso un congelamento del nostro spazio-tempo per spedire nel futuro uno scorcio di oggi e di ieri rompendo i confini predefiniti tra due generazioni riconquistando gli spazi vitali, esplorando e ridefinendo i luoghi, gli oggetti, attribuendo loro un’importanza storica e antropologica in quanto messaggi per il futuro.

Gli incontri culmineranno con una celebrazione dell’interramento del dispositivo il giorno 27 maggio 2016 alle ore 10 presso il giardino della scuola elementare Volta, dove verrà custodito fino alla sua riapertura esattamente tra 25 anni, il 27 maggio dell’anno 2041.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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