Al Pilastro la prima spedizione di una capsula del tempo nel futuro
Pilastro del Futuro 01
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All'interno disegni, pensieri, fotografie e anche un filmato dove nonni e nipoti si intervistano. Un pezzo di vita del quartiere Pilastro che si consegna al futuro, volendo attraversare gli anni, ben 25.

Venerdì 27 maggio il primo interramento di una capsula del tempo a Viterbo. All’interno disegni, pensieri, fotografie e anche un filmato dove nonni e nipoti si intervistano. Un pezzo di vita del quartiere Pilastro che si consegna al futuro, volendo attraversare gli anni, ben 25.

L’ora “X” dell’interramento, nel giardino della scuola elementare Alessandro Volta, è prevista intorno alle 10 e durante la mattinata avrà luogo una grande festa con i bambini, il Centro Sociale del Pilastro e le associazioni promotrici del progetto. Protagonisti i racconti, i giochi di un tempo lontano e una merenda sana, proprio come quella di una volta.

Correrà il 27 maggio del 2041 quando la capsula sarà dissotterrata e il suo contenuto verrà fatto rivivere da una nuova generazione. Il progetto va sotto al nome ‘Il Pilastro del Futuro’, che ha visto come protagonisti gli anziani del Centro Sociale Polivalente Pilastro e gli alunni dell’Alessandro Volta.

Si tratta di un’idea nata e sviluppata dalla collaborazione tra le associazioni Juppiter e Apertamente, con la condivisione e il sostegno dell’assessore alle Politiche Sociali Alessandra Troncarelli.

Per arrivare a produrre il materiale chiamato a sfidare gli anni sono stati tenuti sei incontri nelle classi della scuola. Alcuni dei quali occasione di incontro tra i nonni del Centro Anziani e i bambini. Così, da questo confronto e stare insieme, è venuto fuori il materiale con cui si è deciso di riempire il dispositivo ludico. Così sarà spedito nel futuro uno scorcio di oggi e di ieri, capace di rompere i confini predefiniti tra due generazioni e riconquistare nuovi spazi, esplorando e ridefinendo i luoghi, gli oggetti, attribuendo loro un’importanza storica e antropologica in quanto messaggi
per il futuro.

Il progetto ha quindi reso possibile un’esperienza di scambio intergenerazionale e di memoria collettiva e coesione sociale. Il tutto all’interno di una dimensione ludica a capace di coltivare sogni legati al futuro e a quello che verrà.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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