Al PalaMalè torna l'appuntamento con la solidarietà dell'Associazione Eta Beta
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Come ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, l’Associazione Eta Beta il 20 dicembre, torna in scena al Palamalè con una giornata intitolata “Sport e solidarietà”, dedicata a tutti i ragazzi nel ricordo del Professor Giorgio Schirripa.

di Michela Di Pietro

Come ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, l’Associazione Eta Beta il 20 dicembre, torna in scena al Palamalè con una giornata intitolata “Sport e solidarietà”, dedicata a tutti i ragazzi nel ricordo del Professor Giorgio Schirripa.

Pronti ad accogliere oltre duemila ragazzi all’interno del Palasport, l’obiettivo è divertirsi insieme e rinnovare la tradizione fortemente radicata nelle azioni e nel lavoro dell’associazione viterbese che rinnova la sua presenza sul territorio pochi giorni prima del Natale.

La mente dell’iniziativa fu proprio l’amatissimo medico viterbese che mise i suoi ultimi sforzi nell’organizzazione dell’iniziativa di cui, purtroppo a causa della malattia, non riuscì a vedere nemmeno la prima edizione. Da quel momento la manifestazione si è allargata, ha preso sempre più corpo fino a coinvolgere tanti giovani che lavorano insieme per la buona riuscita dell’evento.

L’appuntamento è alle 9:30 del 20 dicembre con l’arrivo degli allievi delle scuole superiori (il liceo classico “Mariano Buratti”, l’Istituto “Paolo Savi” e l’Istituto Santa Rosa”) che daranno l’inizio ai minitornei che coinvolgono ragazzi selezionati dai docenti e ai giochi popolari dove saranno coinvolti tutti i ragazzi dell’Associazione Eta Beta.

Immancabili i momenti di spettacolo, musica, danza tutti preparati e proposti dall’altro padre della manifestazione, il Prof. Duccio Chiossi. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di far conoscere le numerose attività dell’associazione Eta Beta, in collaborazione con l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile della Ausl di Viterbo, diretta dal Professor Marco Marcelli. 

Una bella giornata di gioco e allegria, un momento positivo per tutti i ragazzi che insieme comprendono l’importanza delle attività sportive che diventano un collante per accogliere e condividere.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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