Al Festival della Scienza di Caffeina si parla dell'origine della vita
Caffeina
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Questa sera secondo appuntamento con gli eventi realizzati in collaborazione con l'Università della Tuscia

“Dal Big Bang alla cellula madre”, questo il titolo del secondo appuntamento con il Festival della Scienza organizzato dall’Università della Tuscia per Caffeina. Alle ore 18 di questa sera, domenica 26 giugno, al teatro S.Leonardo sarà di scena il prof. Ernesto Di Mauro già professore di Biologia Molecolare dell’Università Sapienza di Roma, studioso dell’origine del materiale genetico e autore di libri di divulgazione.

Quando, dove e come è iniziata la vita? E a cosa somigliavano le prime forme di vita? Interrogativi che l’uomo si pone da sempre, per i quali, pur in assenza di risposte definitive, si possono avanzare alcune ipotesi. Come quella che colloca l’origine della vita intorno a 3,8 miliardi di anni fa, in un contesto che ormai comincia a delinearsi e che possiamo sperare di poter ricostruire.

Riflettere sull’origine della vita significa anche riflettere sulla possibilità di poter giungere ad una sua definizione. Cosa che è a prima vista ovvia, ma che invece, in termini rigorosi, risulta particolarmente difficile. La ricerca della definizione della vita comporta naturalmente una riflessione sul suo significato. Rimanendo ancorati ad un approccio chimico e fisico, rimanendo saldamente all’interno delle leggi della termodinamica, è comunque possibile arrivare a qualche solida conclusione su argomenti che pericolosamente sfiorano il pensiero metafisico. Ne parla Ernesto Di Mauro, già professore di Biologia Molecolare dell’Università Sapienza di Roma, studioso dell’origine del materiale genetico e autore di libri di divulgazione.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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