Al Cosmonauta un libro che racconta il genocidio palestinese
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Presenti l’autrice Mjriam Abu Samra e l’editore Wasim Dahmash.

VITERBO – Non si fermano le iniziative sulla Palestina organizzate dalla Federazione di Viterbo di Rifondazione Comunista. Il 7 agosto si è tenuta al Cosmonauta la presentazione del libro “Ritorno a Gaza” – Scritti di donne italo palestinesi sul genocidio – con l’autrice Mjriam Abu Samra e l’editore Wasim Dahmash.

“In una sala stracolma che è riuscita a mala pena ad accogliere un centinaio di persone, nonostante la data e il caldo dovuto anche all’affollamento, Mjriam e Wasim hanno catturato l’attenzione dei presenti per un paio di ore. Un’attenzione dovuta ad un approccio inconsueto rispetto alla questione palestinese e al genocidio perpetuato a Gaza, che ha puntato a chiarire come la resistenza di un popolo martoriato da più di un secolo, dal colonialismo d’insediamento, riesca a resistere grazie ad una identità fondata sulla ribellione all’oppressione e alla negazione dei diritti. Ovviamente per tutto questo è prezioso il contributo, all’interno e all’esterno della Palestina, di una intellettualità organica al sentire della popolazione.

Proprio questi elementi rendono oggi la resilienza di Gaza e di tutta la Palestina il riferimento di tutti e tutte coloro che nel mondo si ribellano all’oppressione del sistema capitalista, che si esprime in vari modi nei diversi paesi, ma con le stesse finalità. Affollata anche la cena di solidarietà, seguita alla presentazione, per raccogliere fondi destinati all’associazione “Gazzella”, che provvede a distribuire cibo e acqua nella Striscia di Gaza.

Il prossimo appuntamento si svolgerà alla festa del PRC di Bassano Romano il 18 agosto, quando a Wasim Dahmash si unirà Vera Pegna, in quella contro informazione necessaria, per capire come la posta in gioco vada bel oltre l’indispensabile fine del genocidio in atto. Anche a Bassano Romano seguirà al dibattito una cena di solidarietà per “Gazzella””. Così Loredana Fraleone, segretaria di Rifondazione Comunista della Federazione di Viterbo, in una nota inviata alla stampa.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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