"Al cimitero non si rispetta la dignità e la privacy"
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I consiglieri comunali Sergio Insogna e Francesco Moltoni del gruppo GAL hanno scritto al sindaco Leonardo Michelini e all’assessore ai servizi cimiteriali Andrea Vannini per segnalare “per l’ennesima volta la imbarazzante, ingiusta ed ingiustificata situazione"

Situazione imbarazzante al cimitero: “non si rispetta la dignità e la privacy  delle persone”. I consiglieri comunali Sergio Insogna e Francesco Moltoni del gruppo GAL hanno scritto al sindaco Leonardo Michelini e all’assessore ai servizi cimiteriali Andrea Vannini per segnalare “per l’ennesima volta la imbarazzante, ingiusta ed ingiustificata situazione in cui si vengono a trovare i parenti e gli amici delle persone defunte che celebrano un’atto di estremo saluto ai loro cari defunti prima della cremazione.

Abbiamo assistito – scrivono – anche personalmente a questo rito sia civile che religioso fatto in un contesto inadeguato per il momento solenne e delicato, mortificante per tutti, non nel rispetto della privacy ed in una situazione climatica ed ambientale degradante ed inaccettabile. Abbiamo raccolto più volte lamentele dei cittadini e le abbiamo rigirate all’amministrazione comunale, ma nulla ancora è stato fatto. Rinnoviamo il nostro invito a Lei – aggiungono rivolgendosi al sindaco – che in tempi brevi si proceda ad individuare un soluzione dignitosa ed adeguata.

Esisteva una sala del commiato che ora non c’è più, peraltro la situazione generale riguardante la cremazione va verificata e se necessario adeguata anche alle norme di sicurezza in materia, ma non si può più sopportare e condividere la visione di queste funzioni fatte in un simile contesto ed in condizioni umane imbarazzanti e non giuste. Ci rivolgiamo di nuovo a Lei con la speranza che finalmente si possa dare una soluzione dignitosa ed adeguata a questo situazione umiliante per tutti”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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