Al castello di Santa Severa arriva la banda musicale della Polizia di Stato
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SANTA SEVERA - Sabato sera alle 21 il concerto con ingresso libero.

SANTA SEVERA – Variazione di programma al festival Sere d’estate, sabato 25 luglio al castello di Santa Severa. Alle 21, con ingresso libero, è in calendario il concerto della banda musicale della Polizia di stato che da oltre 80 anni è veicolo di divulgazione della musica in Italia e all’estero.

Composta da 105 esecutori, tutti provenienti dai più famosi conservatori, partecipa alle celebrazioni pubbliche più importanti con un vasto repertorio che comprende, oltre alle marce militari, anche brani originali e trascrizioni di musica classica e contemporanea.

La banda contribuisce ad avvicinare i cittadini, attraverso la musica, al concetto di “polizia di prossimità”.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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