Aikido, a Viterbo il Gasshuku internazionale
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È la seconda volta che questo evento ha sede in Italia. Nel 2013 la location fu Vittorio Veneto, quest'anno, è approdato a Viterbo grazie all'organizzazione dell' Aiki Shuren Dojo del Maestro Michele Alessi.

Il 14,15 e 16 ottobre si è tenuto il Gasshuku Internazionale di Aikido. È la seconda volta che questo evento ha sede in Italia. Nel 2013 la location fu Vittorio Veneto, quest’anno, è approdato a Viterbo grazie all’organizzazione dell’ Aiki Shuren Dojo del Maestro Michele Alessi.

Il Seminario è stato patrocinato dal Comitato Provinciale LIBERTAS e dall’ U.N.V.S. ( Unione Nazionale Veterani dello Sport) Sezione “Giulio Onesti”, nella persona del Dott. Carlo Mancini Coordinatore del Distaccamento di Viterbo.

La cortese e calorosa ospitalità della Signora Vera Turchetti e di tutti i suoi collaboratori, presso la Palestra dell’A.S.D. LIBERTAS PILASTRO, ha contribuito a rendere questo evento davvero indimenticabile per tutti i partecipanti.

Al termine hanno consegnato un riconoscimento a tutti i Maestri, l’Onorevole Giulio Marini, il Consigliere Comunale Chiara Frontini, Il Segretario Nazionale Libertas Rag.Nildo Rapiti, il Consigliere Regionale Libertas Luciano Marra e il Presidente Libertas Pilastro Vera Turchetti.

La sinergia che si è creata tra l’Aiki Shuren Dojo e la A.S.D. Libertas Pilastro ha dato e darà ottimi risultati, dei quali, ci auguriamo, la Nostra Città sarà orgogliosa. Erano presenti alcuni tra i più importanti nomi dell’ Aikido a livello internazionale.

Le lezioni sono state tenute da:
Maestro Kim Peuser 7°Dan, Stati Uniti
Maestro Hoa Newens 7° Dan, Stati Uniti
Maestro Wolfgang Baumgartner 6° Dan, Germania
Maestro Aviv Goldsmith 6° Dan, Stati Uniti
Maestro Rosemarie Herzig 5° Dan, Svizzera
Maestro Axel Rabenhorst 5° Dan, Germania
Maestro Andrea Lembo 4° Dan, Italia
Maestro Sandro Lucagnano 4° Dan, Italia
Maestro Fabio Ramazzin 4° Dan, Italia
e, non per ultimo, Michele Alessi 3° Dan, il quale ha aperto il Gasshuku con la prima lezione di venerdì sera.
L’ Aikido a Viterbo è da anni una solita realtà grazie all’ Aiki Shuren Dojo del Maestro Michele Alessi dove si studia il metodo tradizionale di O’Sensei ( il Maestro) Morihei Ueshiba, fondatore dell’ Aikido, tramandato a noi grazie agli insegnamenti di Morihiro Saito Sensei, suo fedele allievo.

Questa disciplina – che nella sua essenza è principalmente una filosofia di vita che aiuta a ristabilire la giusta armonia tra mente e corpo – è indicata sia per gli adulti che per i bambini in quanto sviluppa l’attenzione e la concentrazione, sviluppa l’abilità nei movimenti, insegna il rispetto delle regole e delle persone.

Lo studio dell’Aikido, è mirato a neutralizzare qualsiasi tipo di attacco portato a mani nude o con uso di armi e a liberarsi da ogni possibile presa senza fare uso della propria forza fisica, anzi sfruttando quella cinetica dell’avversario.

L’Aikido è sì un’arte marziale capace di sferrare a volte colpi durissimi, ma, parte integrante di questa disciplina sono il principio della lealtà, della rettitudine e del rispetto, valori fondamentali troppo spesso, oggi, dimenticati.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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