Aido, la presidenza regionale alla viterbese Marina Padovan
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Viterbo ottiene la presidenza del consiglio regionale A.I.D.O. Con un'assemblea che si è svolta sabato 7 maggio l'Associazione Italiana per la Donazione di organi, tessuti e cellule si è rinnovata a livello provinciale e regionale.

Viterbo ottiene la presidenza del consiglio regionale A.I.D.O. Con un’assemblea che si è svolta sabato 7 maggio l’Associazione Italiana per la Donazione di organi, tessuti e cellule si è rinnovata a livello provinciale e regionale.

Cessato il suo mandato provinciale, portato avanti con dedizione e impegno per entrambe i mandati consentiti, Marina Padovan è stata eletta Presidente regionale, affiancata da molti compaesani viterbesi: Matilde Binelli Puddu, amministratrice, Simonetta Tribuzi, segretaria, Bruno Casani, revisore dei conti. La vicepresidenza è andata a Rieti con Beatrice Ratti e a Latina le altre due donne del direttivo, Angela Figurella e Agnese Casini.

In ambito provinciale la nuova Presidente è Debora Perelli, attuale Presidente locale A.I.D.O. del Comune di Caprarola, coadiuvata da Rosanna De Marchi, vicepresidente, Maria Elisa Cicoria, vicepresidente vicario, Pietro Santamaria, amministratore e Chiara Brizi, segretaria.

Viterbo e provincia si confermano così vincenti e attivi in prima persona nei Consigli Direttivi di una delle associazioni di volontariato più importanti a livello nazionale.

A dovere di cronaca è bene ricordare i nomi degli attuali Presidenti locali dell’A.I.D.O., a partire da Sandro Politi, Presidente del Comune di Viterbo, Monia Paolini, Presidente del Comune di Montefiascone, Bruno Casani, Presidente del Comune di Ronciglione, Franco Sonno, Presidente del Comune di Piansano, Beate Gottowein, Presidente del Comune di Bolsena e Deborea Perelli, Presidente del Comune di Caprarola.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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