Agricoltura sociale e formazione, premiato il lavoro della Cooperativa Alice
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La cooperativa di Tarquinia si è distinta grazie al suo progetto socio-riabilitativo rivolto a persone con disagio mentale

Non solo Bagnoregio, ma anche la Cooperativa sociale Alice onlus di Tarquinia, che sabato scorso a Roma ha ricevuto il premio Formica d’Oro, istituito dal Forum Terzo Settore Lazio in collaborazione con Cesv e Croce rossa italiana. A valere la premiazione alla cooperativa di Andrea Spigoni, infatti, il suo progetto di agricoltura sociale socio-riabilitativo, formativo e di inserimento lavorativo in contesto agricolo di persone con disagio mentale.

A ricevere il prestigioso premio, oltre alla cooperativa Alice e Bagnoregio, anche altre eccellenze della Tuscia: come Corchiano e Giulia Sposetti, studentessa Unitus che ha presentato una tesi di laurea sul terzo settore, con un occhio particolare sull’agricoltura sociale. Insieme alle realtà della Tuscia, anche tanti altri enti e Comuni del Lazio e oltre, che si sono distinti nel corso dell’anno per svariate opere.

Il Premio Formica, infatti, è rivolto a chi quotidianamente si adopera nel terzo settore, quello del sociale, adottando uno stile di vita collaborativo e solidale, ispirato alla legalità, alla trasparenza e al rispetto dei beni comuni e dei diritti di tutti. Il Forum Terzo Settore, ideatore del premio, vuole incoraggiare e diffondere le prassi efficaci, innovative e ripetibili nei settori dell’ educazione, dei servizi sociali e sanitari alla persona, della cultura, dell’ambiente, dello sport non competitivo, delle relazioni solidali tra i popoli e tra le generazioni, dell’integrazione, della costruzione di reti, dell’amministrazione pubblica, dell’informazione e di tutto ciò che attiene alle politiche del benessere sociale.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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