Agricoltura sociale, al via il progetto Orizzonte Terra
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" Un’occasione di sviluppo per le imprese agricole - dichiara l'assessore all'Agricoltura del Comune di Viterbo Giacomo Barelli -, per il settore della cooperazione sociale, per gli enti e per tutto il territorio, in grado di generare valori non solo economici ma anche di relazione e modelli di lavoro e di sviluppo innovativi".

Progetto Orizzonte Terra, per mettere al centro l’agricoltura sociale. Il Comune di Viterbo, insieme con Coldiretti Viterbo, l’Università della Tuscia e l’Agenzia Aicare sta lavorando a uno studio pilota sul tema. L’obiettivo del progetto è far emergere e conoscere le realtà che sono interessate ai temi dell’agricoltura sociale per iniziare poi a indagare possibili percorsi di lavoro di rete nel territorio della Tuscia.

L’agricoltura sociale è un tema importante e strategico, capace di generare innovazione sociale e di offrire opportunità volte al miglioramento della qualità di vita dei vari soggetti coinvolti e della comunità tutta.

” Un’occasione di sviluppo per le imprese agricole – dichiara l’assessore all’Agricoltura del Comune di Viterbo Giacomo Barelli -, per il settore della cooperazione sociale, per gli enti e per tutto il territorio, in grado di generare valori non solo economici ma anche di relazione e modelli di lavoro e di sviluppo innovativi”.

Un tema, quello dell’agricoltura sociale, che è nato e cresciuto negli anni grazie proprio all’impegno svolto dall’Università della Tuscia. La prima fase di questo impegno vede la realizzazione di una mappatura delle esperienze che operano in agricoltura sociale e delle realtà interessate. Per poter essere inseriti nella mappatura, o per avere maggiori informazioni in merito, è sufficiente contattare gli uffici di Coldiretti Viterbo ai numeri: 0761.2522204 – 0761.2522213

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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