
VITERBO – Anche gli agricoltori della Tuscia scendono in strada e partecipano alla protesta dei coltivatori europei iniziata in Germania subito dopo l’Epifania.
Questa mattina alcuni trattori, circa una trentina, hanno occupato la rotatoria davanti al cimitero di San Lazzaro sulla Cassia Nord e l’area del casello di Orte.
Una protesta che ha come obiettivo l’Europa e le politiche che si stanno adottando e che sono considerate dagli agricoltori come foriere della loro crisi e fallimento. A Viterbo sono un centinaio gli agricoltori in protesta con i loro trattori parcheggiati nell’area del Globo. Una delegazione ha incontrato stamattina il Prefetto Gennaro Capo.
A livello nazionale, sulla scia delle proteste in Germania, la mobilitazione è stata proclamata dai Comitati Riuniti Agricoli C.R.A capeggiati da Danilo Calvani, un tempo leader dei Forconi.
La manifestazione viterbese invece è stata organizzata da un comitato spontaneo di agricoltori. Il comitato durante la manifestazione ha diffuso un comunicato a firma Gruppo spontaneo e autonomo Rispetto e Dignità.
Su un volantino distribuito dai coltivatori le ragioni della protesta: “Siamo qui a manifestare nella città di Viterbo, per tutelare i diritti che riteniamo siano e stiano per essere violati e che di seguito vengono così indicati. Siamo lavoratori che pagano regolarmente le tasse nonostante sono anni che lavoriamo a ritmi estenuanti non avendo i giusti margini di guadagno. Purtroppo le ultime vicissitudini, quali la nuova legge di bilancio che non ha confermato l’esenzione Irpef, a seguito della quale gli agricoltori saranno tassati a formula piena su redditi agrari e domenicali, ci hanno costretto a scendere di nuovo in campo sperando che la nostra voce venga ascoltata. Inoltre la politica Europea , ci invita a non lavorare più i nostri terreni e soprattutto ci porta a dare le nostre proprietà ad aziende multinazionali per l’istallazione di pannelli fotovoltaici, e allo stesso tempo la politica approva la commercializzazione di farine di insetti con la proposta di autorizzazione anche per la produzione di formaggi e carni sintetiche. Non vogliamo un cibo artificiale e chiediamo a voi politici che ci rappresentate, di tutelare e salvaguardare i prodotti italiani e fermare queste leggi pericolose che mettono a rischio la sana alimentazione e il futuro di noi tutti”.
Gli agricoltori osteggiano soprattutto le politiche comunitarie. Più in generale, puntano il dito contro i politici. Particolarmente contestata la nuova direttiva che punta alla “distruzione” di un campo coltivato ogni dieci in nome della sostenibilità e delle politiche green. Lamentano in modo particolare difficoltà a fare quadrare i conti delle proprie aziende e ad andare avanti.
Nel pomeriggio diversi rallentamenti su via Garbini per il transito dei trattori. Nessuna intenzione da parte dei manifestanti di creare problemi ai cittadini ma una protesta di cui in molti comprendono le ragioni e condividono con solidarietà.


















