Agrialbero 2024, a Monte Romano fiorisce la solidarietà
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MONTE ROMANO - Gli Agri Feroci Laziali hanno inaugurato con successo la prima edizione dell'evento AGRIALBERO 2024, dimostrando il loro impegno verso la comunità e i meno fortunati.

MONTE ROMANO – Gli Agri Feroci Laziali hanno inaugurato con successo la prima edizione dell’evento AGRIALBERO 2024, dimostrando il loro impegno verso la comunità e i meno fortunati.

“Quest’anno, grazie alla generosità dei partecipanti e dei benefattori, sono stati raccolti 8.250 euro a favore del reparto di pediatria oncologica dell’Ospedale Bambin Gesù come nostro contributo verso la ricerca, in particolare modo alla ricerca CAR-T del Prof. Franco Locatelli direttore del reparto. La nostra associazione di promozione sociale, Agri Feroci Laziali, punta a rivalorizzare il nostro territorio e il settore primario, di cui fanno parte agricoltori e allevatori, giovani e non. Il nostro obiettivo è coinvolgere anche la popolazione, creando un interesse condiviso per la valorizzazione delle risorse locali”. Queste le parole dell’associazione.

L’evento si è svolto il 7 dicembre presso la suggestiva Rocca Respampani, dove i fondi per la donazione sono stati raccolti con grande entusiasmo e partecipazione. Il Comune di Monte Romano ha ospitato l’evento con grande calore e sostegno, rendendo possibile il successo di questa iniziativa.

“A nome dell’associazione, desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine al Comune per l’ospitalità e il supporto fornito – continuano in una nota dall’associazione -. Un ringraziamento speciale va anche a tutti i benefattori che hanno contribuito a questo piccolo grande regalo di Natale. La loro generosità ha permesso di portare un sorriso e un po’ di speranza ai bambini e alle famiglie che stanno affrontando momenti difficili. Gli Agri Feroci Laziali sono grati, di aver potuto contribuire aiutare, anche se in piccola parte nella vita di questi giovani pazienti e continueranno a sostenere iniziative di solidarietà e beneficenza. Insieme, possiamo costruire un futuro migliore e più luminoso per tutti”. 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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