
IL CORNER DEL PROFESSORE – L’idea è semplice: usare uno dei bellissimi palazzi non utilizzati nel centro di Viterbo per la nuova casa di Agraria, il cui edificio è appena andato in fiamme. Quasi tutti i commenti positivi.
Deve essere successo qualcosa di tragico. Purtroppo sì: fiamme da zona di guerra hanno cancellato ricerche, memorie e identità della facoltà storica dell’Università di Viterbo. La devastazione della vita dei ricercatori è sia fatto privato che pubblico. Una enorme perdita. Allo stesso tempo, sempre rischiando di essere considerato insensibile, questa è una grandiosa opportunità.
La rinascita di Viterbo può partire dalla decisione di mettere per i prossimi 100 anni la facoltà di Agraria al centro di Viterbo. Capisco la delicatezza del momento ma fare la scelta giusta nei momenti delicati è la caratteristica dei leader.
Il magnifico Rettore Ubertini o la prossima magnifica Rettrice Tiziana Laureti potrebbero dimostrare nei fatti che l’università è vicina alla città e vuole essere parte del tessuto sociale. Dalle ceneri potrebbe risorgere meglio di prima. Nei momenti cruciali si possono fare scelte importanti. Che l’università sia assoluta ricchezza è ovvio. Potrebbe fare la differenza. Potrebbe rappresentare la rinascita di un centro storico sofferente e malandato.
Se ne parla spesso ma vedo pochi fatti. Benissimo fare la cerimonia di chiusura dell’anno accademico al palazzo papale ma ben altro mettere la sede di una facoltà in un palazzo vuoto del centro. Agraria alla Banca d’Italia è un sogno per noi viterbesi. Sarebbe la sede di facoltà più bella d’Europa. Donerebbe l’orgoglio di frequentare le lezioni in un luogo maestoso. Ovviamente parcheggio quasi illimitato a 100 metri a prezzo annuale di 300 euro (anche se gli studenti, in tutte le città universitarie del mondo, non temono di usare le gambe per spostarsi n.d.r).
Parcheggio che non sarebbe usato dall’università nei fine settimana quando arrivano i turisti. 1000 e più ragazzi da tutto il mondo che girerebbero per via Marconi tutti i giorni. Nascerebbero locali per studenti e le abitazioni acquisterebbero valore. La ghettizzazione di San Faustino evaporerebbe immediatamente. Il centro sarebbe presto vibrante e vissuto. Il già esistente LAB sarebbe solo il primo locale di movida in zona. Alcuni studenti andrebbero anche a teatro. Nuovi studenti verrebbero a Viterbo L’università ne sarebbe orgogliosa per decenni.
Dubbi? I professore e dipendenti dovrebbero parcheggiare a 100 metri e a 300 euro all’anno. Se ne faranno una ragione. I laboratori dovrebbero stare in sede distaccata. Non credo sia un problema: si potrebbe usare una navetta dal centro ai laboratori, è comunque uno dei piani dell’amministrazione, giusto? In tutte le università del mondo si fa lezione lunedì mercoledì e venerdì e laboratorio martedì e giovedì. In quei due giorni si andrebbe alla sede distaccata dove sono laboratori.
Amministrazione, classi, uffici dei professori, foresteria per i professori in visita, nuovi spazi per studenti. Tutto possibile. In 7000 metri quadrati c’è spazio per tutti.
Costo? Come da documento allegato 2.600.000,00 ma se Giorgia Meloni dicesse “sì” non costerebbe nulla per comprarla. È dello Stato Italiano, giusto? Può essere data in comodato d’uso per 100 anni. Chissà che ne pensano Chiara Frontini, Alessandro Romoli, Daniele Sabatini, Enrico Panunzi, Giulio Zelli, Mauro Rotelli, Antonella Sberna e Giorgia Meloni? Possiamo smettere di parlare dei problemi del centro storico di Viterbo e fare qualcosa? Dopo 100 anni di comodato d’uso, nel 2125 si può anche ritornare a parlare di chiacchiere.
Nel frattempo il neo rinascimento del XXI secolo potrebbe partire da una decisione presa adesso.

















