Agorà 2.0, al centro l'educazione dei giovani con il tandem Lorenzoni-Cecchetti
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VITERBO - Verranno proposti stimoli di riflessione e spunti pratici a partire dalle recenti pubblicazioni dei due autori, Educare Controvento, storie di maestre e maestri ribelli di Franco Lorenzoni edito da Sellerio e L’abbraccio delle parole, dialoghi tra un adulto e un bambino, di Pietro Cecchetti edito da Scatole Parlanti.

VITERBO – Venerdì 24 maggio alle ore 17 presso l’aula magna del Liceo Classico Mariano Buratti ci sarà un importante evento dedicato all’educazione delle giovani generazioni dal titolo ‘Non lasciar cadere nessuna parola a terra: il dialogo educativo a scuola e in famiglia’.

L’incontro sarà un dialogo a due voci tra Franco Lorenzoni, uno dei maggiori riferimenti della pedagogia contemporanea, fondatore della casa-laboratorio di Cenci e Pietro Cecchetti, psicologo e autore.

Verranno proposti stimoli di riflessione e spunti pratici a partire dalle recenti pubblicazioni dei due autori, Educare Controvento, storie di maestre e maestri ribelli di Franco Lorenzoni edito da Sellerio e L’abbraccio delle parole, dialoghi tra un adulto e un bambino, di Pietro
Cecchetti edito da Scatole Parlanti.

L’evento è inserito all’interno del primo Festival di Lettura Agora 2.0 Burattincontra,
programma completo su www.burattilab.it/agora2.0

 

 

 

 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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