Agitazione lavoratori dei pronto soccorso della Tuscia, fumata bianca dall'incontro sindacati-ASL
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VITERBO - Alla luce dell'esito sin qui positivo della riunione in attesa della programmazione le nostre Organizzazioni per il momento revocano lo Stato di Agitazione". Così i referenti CGIL e UIL.

VITERBO – Questo martedì 18 febbraio è avvenuto l’incontro nei locali della Prefettura tra la
CGIL FP – UIL FPL e la Direzione Strategia della Asl Viterbo per tentativo di conciliazione e azione di raffreddamento in merito allo stato d’agitazione dei lavoratori dei Pronto Soccorso del Viterbese.

La CGIL FP VT e la UIL FPL VT comunicano l’esito positivo dell’incontro, in quanto il direttore generale della ASL Egisto Bianconi ha accettato la riapertura del tavolo negoziale rispetto alle indennità di Pronto Soccorso.

“Quindi si partirà con la contrattazione integrativa per l’erogazione delle indennità di Pronto Soccorso. del 2022. Inoltre il Direttore Generale si è impegnato a intervenire presso la Regione
Lazio rispetto agli anni 2023 e 2024. Alla luce dell’esito sin qui positivo della riunione in attesa della programmazione le nostre Organizzazioni per il momento revocano lo Stato di
Agitazione”. Così i referenti CGIL Antonella Ambrosini e Uil Maurizio Bizzoni.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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