Aggressione fascista, identificati quattro ragazzi dai carabinieri
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Tutti maggiorenni, uno di loro sarebbe un frequentatore di ambienti legati all’estrema destra. Prova che porterebbe acqua al mulino della tesi sostenuta con forza dai componenti della band che da subito hanno parlato di intolleranza fascista.

– VITERBO – Identificati quattro ragazzi sospettati di aver compiuto l’aggressione di stampo fascista contro i membri del gruppo Inna Cantina chiamati ad esibirsi la sera del focarone di Bagnaia. I carabinieri sarebbero risaliti ai quattro attraverso le testimonianze dei presenti.

Tutti maggiorenni, uno di loro sarebbe un frequentatore di ambienti legati all’estrema destra. Prova che porterebbe acqua al mulino della tesi sostenuta con forza dai componenti della band che da subito hanno parlato di intolleranza fascista. “È inammissibile che nel 2019 succedano ancora episodi di violenza e fascismo contro chi esprime il suo pensiero attraverso la musica”, avevano dichiarato le vittime all’indomani dell’aggressione.

La denuncia era arrivata direttamente attraverso un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo romano: “mentre caricavamo gli strumenti dopo un bellissimo concerto, siamo stati accerchiati e insultati per i versi delle nostre canzoni da un gruppetto di fascisti e uno di noi è finito al pronto soccorso per i pugni ricevuti”.

Resta ancora da capire con precisione la dinamica dei fatti.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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