“Aggredisce un uomo e maltratta il suo cane, poi si scaglia contro i carabinieri”
Giuseppe Mancuso
800 Monastero
CIVITA CASTELLANA - Gianluca Mancini e Giuseppe Mancuso (Nuovo sindacato carabinieri): "Si punisca chi oltraggia le forze dell'ordine".

CIVITA CASTELLANA – In merito ai fatti occorsi a Civita Castellana nel pomeriggio del 18 settembre, la segreteria regionale Lazio, per nome del segretario generale Gianluca Mancini, e la segreteria provinciale di Viterbo, per nome del segretario Giuseppe Mancuso, del Nuovo sindacato carabinieri, esprimono piena solidarietà e vicinanza ai carabinieri aggrediti da persona ben nota alle forze dell’ordine, augurandogli una pronta guarigione.

I militari intervenuti in ausilio ad altri colleghi dell’Arma hanno riportato lesioni da parte di un noto personaggio abitante in Civita Castellana. Il soggetto, fermato per aver dapprima ferito alla testa un privato cittadino e successivamente maltratto il suo cagnolino, si è scagliato con violenza e minacce di morte contro i carabinieri intervenuti. I militari sono dovuti ricorrere alle cure mediche presso il locale pronto soccorso della città civitonica.

Questo sindacato si aspettava da parte dell’autorità giudiziaria viterbese una valutazione diversa e l’adozione di un provvedimento restrittivo nei confronti di questo personaggio.

È ora di dire basta. Non è più possibile lavorare in queste condizioni. Le forze dell’ordine sono abbandonate a se stesse, senza tutela e senza garanzie.

Le richieste di aiuto dei carabinieri sono quotidiane e unanimi.

Gli operatori su strada non si sentono tutelati, servono leggi più severe con pene certe e lunghe che puniscano chi si permette di oltraggiare le forze dell’ordine.

Siamo ormai di fronte a un dato di fatto, i colleghi non si sentono tutelati e di conseguenza si opera con molta cautela per non incappare in problemi giudiziari a causa dell’operato di qualche magistrato zelante, problemi giudiziari che troppo spesso si riversano nelle tasche del malcapitato carabiniere di turno.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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