
Dopo due ore di dibattito e di polemiche, che non riportiamo perché inutili, l’intervento del Leonardo Michelini che ha preferito ascoltare prima di prendere parola. Nel suo intervento parole di critica, ma anche di apertura, verso la Regione. La critica: “il piano regionale – ha detto – non può prevedere degli automatismi per situazioni di emergenza. Servono atti amministrativi”. L’apertura: “anche noi godiamo della sussidiarietà conferendo 15.000t di CBR all’anno presso l’inceneritore di Colleferro. Sussidiarietà non si può solo chiedere”. Stoccata poi verso Rieti “i cui rifiuti puzzano tanto quanto quelli di Roma e che pesano più di quelli prodotti dai viterbesi perché non fanno la differenziata”. In chiusura l’invito a lavorare insieme (maggioranza, opposizione e territorio) ad una soluzione. Il consiglio ora è in pausa.
Le fasi salienti dell’intervento del sindaco Leonardo Michelini
C’è un piano dei rifiuti e dobbiamo prenderne atto. Non mi interessa chi lo ha fatto, ma poteva essere fatto meglio. Ho criticato la Regione per cose che interessano la mia città. Faccio il sindaco perché penso di poter dare qualcosa a questa città. Dobbiamo tener presente del piano regionale dei rifiuti nel quale ho letto una cosa che non va bene. Non si può ragionare in termini di automatismo se ci sono emergenze. In casi di emergenze, queste vanno seguite da atti amministrativi. Se no ci sono risposte come la nostra diffida e come quella della provincia di oggi alla Regione affinché si sospenda l’invio dei rifiuti presso Casale Buzzi e Monterazzano perchè Viterbo non può essere la pattumiera della Regione Lazio. Tutti sappiamo che abbiamo altri valori da difendere. Lo smaltimento di oggi è autorizzato dal Piano Regionale dei Rifiuti, ma dobbiamo dire una cosa chiara. I rifiuti di Rieti puzzano come quelli di Roma. Le 60.000t annuali di Rieti puzzano come le 50t al giorno di Bracciano, Cerveteri etc. Anzi dicono una cosa in più: un cittadino di Rieti in termini individuali pesa di più di un cittadino di Viterbo che fa la differenziata, perché loro non la fanno e noi invece sì.
Non possiamo poi dimenticare che questa autosufficienza del’Ato che era l’obiettivo del piano non ce l’abbiamo nemmeno noi. Infatti inviamo 15.000t di CBR ogni anno all’impianto di termovalorizzazione di Colleferro. Quindi la sussidiarietà non può essere solamente a senso unico. In questo spezzo una lancia in favore anche della Regione perché anche noi abbiamo chiesto sussidiarietà agli altri. Insomma non possiamo pensare a senso unico. Non possiamo solo chiedere. Ma la Regione se vuole dare una risposta all’emergenza deve fare un atto amministrativo nel quale indica tempo e quantità di rifiuti che dovremmo ospitare, perché possiamo discuterne. Per trovare una soluzione non possiamo dimenticare che facciamo parte di un sistema. La differenziata stessa, se fatta bene, può ridurre il conferimento in discarica fino al 20%, servono comportamenti virtuosi. Le tecnologie poi sono molto avanzate, ma non possiamo discutere solamente in termini di demagogia. Nessuno ha la soluzione in tasca. Dobbiamo lavorare insieme per trovarla.


















