Agevolazioni fiscali per le librerie del territorio, soprattutto per le più piccole
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800 Monastero
Certo bisogna aspettare di vedere come poi realmente si attuerà e in caso per quanti esercizi. Ma ‘risarcire’ le librerie con un contributo, che poi comunque graverà su tutti i contribuenti, non risolve i problemi che quotidianamente i librai, e non solo loro, devono affrontare per cercare semplicemente di continuare a esistere.

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che prevede un credito di imposta su Imu Tasi Tari e su ‘eventuale affitto’ per le librerie, fino a 20mila euro per le librerie indipendenti. Sicuramente è un fatto positivo. Ma solo se lo si considera come un punto di partenza.

Certo bisogna aspettare di vedere come poi realmente si attuerà e in caso per quanti esercizi. Ma ‘risarcire’ le librerie con un contributo, che poi comunque graverà su tutti i contribuenti, non risolve i problemi che quotidianamente i librai, e non solo loro, devono affrontare per cercare semplicemente di continuare a esistere.

“Questo attuale sistema che accentra ricchezza e che ha fatto e fa morire migliaia di piccole realtà economiche che si sono costruite con capitale autonomo e anni e anni di sacrifici, non fa bene a nessuno. Non fa bene alle imprese che falliscono e fallendo loro si perdono migliaia di posti di lavoro sia di dipendenti che purtroppo vengono licenziati sia degli stessi imprenditori che perdono il loro lavoro oltre ai soldi investiti. La libreria poi è un presidio culturale, è il luogo dove chiunque, da zero a 99 anni, può girare e incontrare quegli strani oggetti che sono i libri, veicolo ideale
attraverso cui la complessa fenomenologia del vivere umano che è la “cultura” si esprime e si pensa, toccarli, sfogliarli (e già così ha acquisito conoscenze) e magari decidere di acquistarli…” queste le parole di Maria Teresa Altieri, coordinatore provinciale Sil Confesercenti Viterbo.

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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