
La questione degli affreschi quattrocenteschi di via San Leonardo 23, demoliti la scorsa settimana, è uno dei temi più discussi in questi giorni in città. Il palazzetto è stato posto sotto sequestro e la Procura sta conducendo le dovute indagini. Ma la vicenda sta assumendo anche connotati politici e il deputato del Movimento Cinque Stelle Massimiliano Bernini ha presentato un’interrogazione al ministero dei Beni Culturali.
I Cinque Stelle viterbesi sono intervenuti con una nota sull’argomento. “In via San Leonardo a Viterbo sono stati demoliti quelli che a detta di alcuni erano affreschi, mentre per l’assessore Saraconi, interrogata il 14 scorso in consiglio comunale, erano semplici graffiti”, scrivono.
“Secondo quanto affermato dall’assessore – continua la nota stampa -, gli uffici tecnici hanno confermato che infatti si trattava di graffiti su un edificio che non risulta vincolato e sul quale la locale Soprintendenza non doveva rilasciare alcun permesso.
Dal punto di vista formale e burocratico tutto ok quindi? Non lo sappiamo; sarà la magistratura, dopo i recenti sviluppi, a deciderlo.
Ma, aggiungiamo noi, erano sempre disegni, graffiti o schizzi del Quattrocento. Purtroppo in un paese stracolmo di opere d’arte spesso mal manutenute anche Viterbo non fa eccezione; basti pensare agli affreschi conservati, si fa per dire, in modo, a quanto ne sappiamo, non consono nelle sale del museo civico per farsi una idea di come, a fatti, viene trattata la cultura nella nostra città e nel nostro povero paese.
Dal canto nostro, per quanto riguarda questa particolare vicenda, abbiamo sollecitato il nostro portavoce alla Camera Massimiliano Bernini che ha prontamente presentato un’interrogazione parlamentare al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.
Alea iacta est, il dado (ormai) è tratto, cosa fatta capo ha; l’amministrazione effettivamente pare non abbia responsabilità; dal punto di vista formale se tutto è stato fatto in modo corretto, lo deciderà un giudice, ma ci chiediamo se sia accettabile che in una città ricca di storia come la nostra, possano accadere fatti del genere”.


















