Aeroporto Viterbo, Fabio Belli (Ance): "Sostegno a una grande opportunità per la Tuscia"
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VITERBO - Così Fabio Belli, delegato alle infrastrutture di Ance Viterbo, commenta l'incontro svoltosi nei giorni scorsi presso la sede dell'associazione.

VITERBO – “L’idea di inserire in un nuovo piano aeroportuale regionale anche lo scalo di Viterbo, con il ruolo iniziale di appoggio al porto di Civitavecchia, e quindi aprirlo finalmente al traffico civile, è una grande opportunità per il territorio della Tuscia. Non si tratta, questa volta, di sostituire Ciampino, ma di creare un aeroporto per voli turistici, principalmente in relazione ai croceristi che sbarcano a Civitavecchia, il cui porto speriamo possa essere presto collegato rapidamente a Viterbo con il completamento della trasversale”. Così Fabio Belli, delegato alle infrastrutture di Ance Viterbo, commenta l’incontro svoltosi nei giorni scorsi presso la sede dell’associazione.

Un’occasione per fare il punto della situazione sulle infrastrutture cruciali per il rilancio e lo sviluppo economico del Viterbese e non solo: la trasversale Orte-Civitavecchia, per la quale si è in attesa della comunicazione della sentenza del Tar, prevista prima della pausa estiva; il raddoppio della Cassia, per cui si punta all’inserimento nel piano delle opere per il Giubileo del 2025; quindi, l’apertura ai voli civili dell’aeroporto di Viterbo, attualmente solo militare.

“Durante l’incontro – continua Belli – il deputato Mauro Rotelli ha esposto le motivazioni per cui si parla nuovamente di aeroporto a Viterbo. Il Ministero dell’Ambiente ha infatti bocciato il progetto dell’ampliamento territoriale dell’aeroporto di Fiumicino. Inoltre, in seguito a un decreto dell’ex ministro Sergio Costa, le movimentazioni giornaliere dello scalo di Ciampino sono state ridotte del 35%. Tutto questo è avvenuto nonostante la crescita della domanda di trasporto aereo. La possibilità di realizzare un aeroporto civile a Viterbo consoliderebbe definitivamente le ambizioni turistiche della Tuscia, tenendo conto anche dei pellegrini che arriveranno nell’anno giubilare. Per tali ragioni – conclude – Ance Viterbo è disponibile a supportare l’iniziativa al fine di raggiungere questo importante obiettivo, confidando che possa essere la volta buona”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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