Adottate il povero Willy, ha perso la padrona e deve andare in canile
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VITERBO - Dentro la grande storia tragica della pandemia ci sono anche tante piccole storie che, in altri tempi, si sarebbero risolte sicuramente in maniera più facile.

VITERBO – Dentro la grande storia tragica della pandemia ci sono anche tante piccole storie che, in altri tempi, si sarebbero risolte sicuramente in maniera più facile.

Quella di Willy è una di queste storie. Lui è un bellissimo cane di tre anni. In questi giorni è venuta a mancare la padrona e non ha nessuno che può tenerlo. Il suo destino è andare in canile e, visti i tempi, rimanerci a lungo. Le restrizioni infatti non permettono certo alle persone di andare in canile per prendere un animale e portarlo a casa.

La Fune ha ricevuto questa segnalazione in redazione e ha deciso di lanciare un appello a chi può di accogliere nella propria casa questo cane dolcissimo.

Per portare a casa Willy e non mandarlo in canile il numero da chiamare è il 3470157516. Sappiamo che lo farete, grazie. Inviateci una foto con lui, daremo grande risalto alla storia. 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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