“Adotta un nonno” diventa un format nazionale
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VITERBO - Il progetto civico lanciato da Viterbo2020 supera i confini cittadini e si espande da nord a sud, aiutando nonni di tutta Italia a vincere la battaglia contro la solitudine.

VITERBO – “Adotta un nonno” diventa un format nazionale in emergenza Coronavirus… e anche oltre.

Il progetto civico lanciato da Viterbo2020 supera i confini cittadini e si espande da nord a sud, aiutando nonni di tutta Italia a vincere la battaglia contro la solitudine.
 
Obiettivo: fare compagnia ai nonni soli con una semplice telefonata giornaliera, un appuntamento fisso con la freschezza e la gioia, in un periodo così difficile.
 
E così, Eleonora da Viterbo chiama nonna Anna Maria di Palermo scambiandosi ricette, che da quelle parti hanno il loro perché… o Chiara che, sempre da Viterbo, telefona ad Adriana, un’arzilla nonna di Bologna di cui piano piano ha conquistato la fiducia dopo una iniziale diffidenza: era stata la figlia, molto impegnata al lavoro, ad averci segnalato la madre affinché potesse avere un po’ di compagnia.

E ancora la bellissima esperienza di Giorgia che dal nord Italia ogni giorno chiama Angela, un’anziana viterbese che, oltre a essere sola, lotta anche con seri problemi economici. Insieme hanno stretto un patto: impegnarsi a truccarsi entrambe tutti i giorni, anche solo per sentirsi meglio per se stesse, anche rimanendo a casa.
 
Un’esperienza che insegna, se ancora ce ne fosse bisogno, che mettersi a disposizione degli altri arricchisce la vita di entrambi, soprattutto se i destinatari sono coloro che rappresentano la storia, con un vissuto talvolta molto lontano dal nostro.
 
Adotta un nonno ci rende orgogliosi, non ha costi ed è in grado di regalare momenti di serenità e spensieratezza: invitiamo ancora una volta a segnalarci persone anziane sole chiamando il 3807626671 e cogliamo l’occasione per esprimere il nostro immenso grazie a tutti i volontari del progetto.

Movimento Civico Viterbo 2020

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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