
VITERBO – “Non potevamo rischiare di dare vita a un potenziale incubatore di Coronavirus”. Così l’assessore allo Sviluppo Economico Alessia Mancini commenta la decisione di Palazzo dei Priori di annullare la Fiera di Santa Rosa.
Decisione sofferta, in un anno dove i festeggiamenti in onore della patrona saranno necessariamente in tono minore a causa della pandemia. “Non parliamo di un mercato ma di una realtà che conta normalmente 350 banchi – continua l’assessore -. La scelta sarà sicuramente impopolare ma preferisco che si guardi alla tutela della salute delle persone piuttosto che al consenso.
La questione è seria e non si può rischiare. I dati sui contagi degli ultimi giorni raccontano un pericolo reale. Nella Tuscia abbiamo una nuova ondata di casi e si tratta in grande parte di giovanissimi. Non ci sono le condizioni per portare in città la fiera, dobbiamo accettarlo”.
L’impennata dei casi ha tagliato le gambe a ogni possibilità. La parola fine, al lavoro che in questi mesi gli uffici stavano portando avanti per realizzare una fiera in piena sicurezza, è stata messa a seguito di una riunione tra il sindaco Giovanni Arena, l’assessore Mancini e un tecnico della sicurezza ingaggiato dal Comune di Viterbo.
Nei giorni scorsi c’era stato un confronto anche con la questura per predisporre tutto al meglio. L’unica via praticabile sarebbe stata quella di organizzare il complesso dei banchi dividendoli per piazze e per ognuna di queste prevedere controlli costanti in ingresso e uscita. In pratica l’aspetto finale sarebbe stato quello di tanti piccoli mercati con ingressi contingentati e un tetto massimo di presenze in contemporanea per zona di mille persone.
Per Palazzo dei Priori avrebbe significato sostenere un costo di 30mila euro ma il problema non sono stati i soldi. “Non possiamo permetterci il lusso di giocare con la vita delle persone. Si può anche perdere consenso ma va fatta la cosa giusta”, ha tagliato di netto l’assessore.
Una notizia bruttissima per i lavoratori del settore, che vedono sfumare una preziosa occasione per cercare di fare quadrare i conti in un anno orribile. Già nei mesi scorsi il coordinamento provinciale Confesercenti Anva di Viterbo aveva inviato una lettera a tutti i sindaci della Tuscia invitandoli a ripristinare fiere, mercati e sagre a partire dalla “riapertura” del 18 maggio fino alla fine dell’anno.


















