Ad anno nuovo 300 "tesori egizi" in mostra a Palazzo Papale
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Un’esposizione mai vista prima è in arrivo a Viterbo e arriva direttamente dall’antico Egitto (quasi). Tra maggio e novembre del 2018, Palazzo dei Papi accoglierà nelle sue sontuose sale diversi monili risalenti all’antico Egitto come i monili di Tutankhamon.

Un’esposizione mai vista prima è in arrivo a Viterbo e arriva direttamente dall’antico Egitto (quasi). Tra maggio e novembre del 2018, Palazzo dei Papi accoglierà nelle sue sontuose sale diversi monili risalenti all’antico Egitto come i monili di Tutankhamon.

A Palazzo Papale saranno esposti tra i 250 e i 300 pezzi, perfette riproduzioni di antiche icone egizie, prodotte dalle mani sapienti di artigiani-artisti che lavorano per il Ministero dell’Antichità dell’Egitto.

Pezzo forte della mostra sarà la riproduzione del celebre tesoro di Tutankhamon con la famosa maschera d’oro, pietre preziose, il sarcofago e il cocchio del faraone conosciuto in tutto il mondo. Il Presidente della Società Italiana di Beneficenza (Sib) Eugenio Benedetti Gaglio, ha spiegato i motivi della scelta del capoluogo della Tuscia come luogo eletto per la mostra affermando “la scelta è ricaduta sulla forte analogia tra egizi e etruschi
soprattutto nella cura verso nell’attrezzare le tombe per il viaggio nell’aldilà e nella bellezza dei tesori derivanti dalla lavorazione dell’oro, materiale privilegiato e preziosissimo in entrambe le epoche storiche”.

Tutte le opere in esposizione potranno essere acquistate dalle aziende in modo da poter far conoscere, a molte realtà della zona, la bravura del lavoro degli artigiani che riportano alla luce tesori sepolti dal tempo.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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