Ad Acquapendente l'ostensione della Sacra Sindone
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Secondo la tradizione si tratta del lenzuolo citato nei Vangeli che servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro. Questa tradizione, anche se ha trovato numerosi riscontri dalle indagini scientifiche sul lenzuolo, non può ancora dirsi definitivamente provata. Si tratta quindi di un grande mistero.

La Sacra Sindone sarà esposta ad Acquapendente dal 13 marzo al 10 aprile. Non si tratta dell’originale, custodita nella città di Torino, ma di una copia fedele. L’appuntamento sta suscitando comunque grandissimo interesse.

“Il volto sulla città. Itinerario alla conoscenza dell’Uomo della Sindone”, questo il titolo scelto per quello che è un vero e proprio viaggio nella storia e nel mistero della preziosa reliquia.

Un evento promosso e organizzato dalla Basilica Concattedrale del Santo Sepolcro e dal Comitato Giubilare per le celebrazioni, in occasione dell’850° anniversario del miracolo della Madonna del Fiore.

L’ostensione della riproduzione è in corso all’interno della chiesa di Santo Stefano, mentre la chiesa di Sant’ Agostino ospiterà la “Mostra itinerante della Sindone”, realizzata dalla Commissione Diocesana per la Sindone con il contributo scientifico del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino.

Cosa è la Sindone

La Sindone è un lenzuolo di lino tessuto a spina di pesce delle dimensioni di circa 4,41 metri per 1,13 metri, contenente la doppia immagine accostata per il capo del cadavere di un uomo morto in seguito d una serie di torture culminate con la crocefissione.

L’immagine è contornata da due linee nere strinate e da una serie di lacune: sono i danni dovuti all’incendio avvenuto a Chambéry nel 1532.

Secondo la tradizione si tratta del lenzuolo citato nei Vangeli che servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro. Questa tradizione, anche se ha trovato numerosi riscontri dalle indagini scientifiche sul lenzuolo, non può ancora dirsi definitivamente provata.

Certamente invece la Sindone, per le caratteristiche della sua impronta, rappresenta un rimando diretto e immediato che aiuta a comprendere e meditare la drammatica realtà della Passione di Gesù. Per questo Papa san Giovanni Paolo II l’ha definita “specchio del Vangelo”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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