"Acrobazie Letterarie": San Martino al Cimino diventa palcoscenico dell'invisibile
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Dal traduttore di Stephen King a un'IA che prova a capire l'amore umano: la rassegna culturale della Tuscia accende l'estate con ospiti d’eccezione, letteratura, teatro e suggestioni notturne.

SAN MARTINO AL CIMINO – Invisibile, ma presente. Silenzioso, ma essenziale. Con questa tensione poetica prende il via oggi, 8 luglio, la IV edizione di Acrobazie Letterarie, la rassegna artistico-culturale diffusa patrocinata dal Comune di Viterbo e organizzata tra le atmosfere incantate del borgo di San Martino al Cimino, fino al 10 agosto. Un mese di eventi gratuiti in cui parole, pensiero, emozioni e visioni si rincorrono tra libri, spettacoli teatrali, giochi e passeggiate notturne.

Tema dell’edizione 2025: “L’invisibile”. Non come assenza, ma come presenza sottile, da scoprire tra le pieghe delle storie, nei dettagli dimenticati, nei mestieri e nelle emozioni che spesso restano fuori campo. Una rassegna che promette di sorprendere non solo con i contenuti, ma con il modo in cui li mette in scena.

L’apertura alle ore 21, nel suggestivo Chiostro dell’Abbazia Cistercense, è affidata a Luca Briasco, una delle figure chiave dell’editoria italiana e traduttore ufficiale di Stephen King. L’incontro, dal titolo “Due mestieri invisibili: l’editor e il traduttore”, sarà condotto da Federico Meschini. Briasco, anche editor di narrativa straniera per minimum fax e agente letterario, racconterà trent’anni vissuti nel cuore dell’industria culturale, sempre un passo dietro l’autore, ma mai ai margini della creazione.

Chi traduce e chi cura un testo, ci ricorda Briasco, lo fa quasi in incognito, ma senza di loro le storie non attraverserebbero confini, non parlerebbero nuove lingue, non arriverebbero così vive nelle nostre mani.

Umani troppo umani (o forse no)

Altro evento imperdibile venerdì 11 luglio alle 21:15, ancora nel Chiostro dell’Abbazia, con l’anteprima nazionale di A.I. LOVE YOU, spettacolo teatrale scritto da Chiara Bonome, Mattia Marcucci e Stefano Flamia, con la regia della stessa Bonome. Sul palco, Chiara David e Stefano Flamia danno vita a un serrato corpo a corpo tra emozione e algoritmo.

Protagonisti sono Leonardo, giornalista old school che ancora si fida del taccuino più che del cloud, ed Eva, assistente virtuale dotata di AI avanzata progettata per entrare in sintonia con l’umano più profondo. Il risultato è un confronto acceso, ironico e disturbante tra ciò che siamo e ciò che stiamo delegando alle macchine.

Lo spettacolo, che debutterà ufficialmente a ottobre 2025 al Teatro Vittoria di Roma, esplora le frontiere dell’identità e del linguaggio in una società sempre più digitalmente mediata. Un racconto teatrale che mette in discussione il concetto stesso di intimità nell’epoca dei chatbot.

Ospiti, Shakespeare e sorprese 

Il programma continua per oltre un mese con ospiti di spicco, tra cui Claudio Giovanardi, Massimo Roscia, Valentina Notarberardino e Francesca Carabelli. Elena Cioce curerà un ciclo di incontri dedicato a “William Shakespeare: l’invisibile dietro”, mentre Colombo Bastianelli accompagnerà il pubblico in passeggiate letterarie tra le vie del borgo, svelando storie, simboli e architetture da leggere come pagine a cielo aperto.

La rassegna si chiuderà il 10 agosto, ma senza promettere certezze: del resto, l’invisibile, per definizione, sfugge alle chiusure.

Tutti gli eventi sono gratuiti. Il programma completo è disponibile su www.tusciartlab.com.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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