
ACQUAPENDENTE- Anche quest’anno ad Acquapendente si è rinnovato il tradizionale appuntamento con i Retropalco, compagnia di teatro amatoriale paesana che come sempre, ha riempito platea e palchetti del Teatro Boni.
La Compagnia Retropalco, che si è distinta per numerosi successi, è stata finalista al Torneo di Teatro Amatoriale di Orvieto, e quest’anno compie 10 anni di attività. Anniversario per il quale la compagnia di attori sta preparando una sorpresa della quale ancora non si conoscono i dettagli.
Come ogni anno, il giorno dell’Epifania i Retropalco hanno portato in scena una commedia con la quale Acquapendente ha salutato le festività natalizie: “Hotel Babilonia”, tratta dallo spettacolo originale caprolatto di Alessandro Morganti e Angelo Pecorelli.
Per la versione aquesiana, la regia e adattamento sono di Manuel Dionisi, le scenografie di Gilda Monelli e Massimiliano Temperini, le luci di Carlo Monelli, con Francesca Araceli, Valeriano Brozzoli, Roberto Colonnelli, Manuel Dionisi, Paolo Peverini, Loriano Ronca, Giorgio Sacchini, Enrico Squarcia, Serena Venanzi, Rachele Venturelli, Fabio Vitali e Riccardo Zanoni.
“Hotel Babilonia”, ambientato nell’omonimo albergo romano, fa da scenario alle vicissitudini di vari personaggi, ognuno dei quali, non è davvero ciò che sembra: il predicatore, che giudica il prossimo a suon di versetti della Bibbia; Apollonia, la frizzante receptionist; Silvano, lo strambo facchino; la “fata”, la ragazza un po’ pazza che vive tra le stanze dell’albergo; Romoletto, il poco di buono, che sembra invischiato in affari non proprio puliti; Gilda, la donna in cerca della propria femminilità sul fondo di un bicchiere; la coppia di fedifraghi ed i due detective incaricati di fotografare le prove dell’adulterio.
Nel frattempo a Roma è scossa a causa di brutali omicidi, compiuti ad opera del serial killer dei trans. Così, tra un mistero, una risata, e scabrosi dettagli di sesso e droga, lo spettatore viene condotto in un mondo fatto di maschere: scopriamo che davvero tutti mentono, per un motivo o per l’altro. Magari un distinto uomo d’affari di notte ama indossare abiti femminili, così come dietro un tipo apparentemente losco può nascondersi un ispettore di polizia sotto copertura.
Dopotutto, Hotel Babilonia non è altro che la rappresentazione di uno scenario più ampio, quello della vita di tutti i giorni: una quotidianità dove tutti noi, uomini e donne, santi e peccatori, interpretiamo un ruolo ed indossiamo una maschera, nascondendo segreti, vizi e sentimenti.


















