Acquapendente saluta l’estate con un omaggio a Mia Martini: Fiorani incanta il Cordeschi
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Sabato 2 agosto all’Anfiteatro Cordeschi cala il sipario sulla rassegna “A cielo aperto” con “La storia non solo... Mia”, emozionante tributo a Mia Martini

ACQUAPENDENTE – Ultimo appuntamento per la rassegna estiva “A cielo aperto”, che chiude il suo percorso con un evento dal forte impatto emotivo. Sabato 2 agosto 2025, alle ore 21.00, l’Anfiteatro Cordeschi ospita “La storia non solo… Mia”, spettacolo di teatro-canzone scritto e interpretato da Lavinia Fiorani, dedicato a Mia Martini, una delle voci più autentiche e sofferte della musica italiana.

Lavinia Fiorani, cantante, attrice e vocal coach, conduce il pubblico in un racconto musicale che attraversa i momenti cruciali della vita e della carriera di Mimì: dai primi successi fino all’ultima apparizione al Festival di Sanremo. Il tutto, in un intreccio di canzoni, parole e suggestioni che restituiscono l’essenza di un’artista fragile ma potentissima, spesso incompresa, sempre vera.

Lo spettacolo diviene così un viaggio emotivo, dove ogni brano diventa frammento di memoria e ogni silenzio una riflessione sull’arte e sull’esistenza. Una narrazione viva, che tocca il cuore e la coscienza. A trent’anni dalla sua scomparsa, Mia Martini continua a parlare a chi sa ascoltare oltre le note.

Ad accompagnare Lavinia Fiorani sul palco, un ensemble di musicisti di grande esperienza: Eric Daniel (sax e clarinetto), Stefano Scartocci (pianoforte), Stefano Scarfone (chitarra), Leonardo D’Angelo (batteria), Stefano Fabiola(basso) e Alice Caracciolo ai cori. Un gruppo compatto e sensibile, capace di dare corpo e anima a una musica che non ha mai smesso di bruciare.

La cornice è quella dell’Anfiteatro Cordeschi, struttura di tipo elisabettiano unica nel suo genere, che restituisce al pubblico l’emozione del teatro sotto le stelle.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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