Acquapendente e le sue fiabe: un viaggio tra memoria e magia
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ACQUAPENDENTE - “Spero solamente – mi dice l’autore con la voce rotta dall’emozione – che questo mio libro faccia suscitare quella sana curiosità legata al territorio e alla nostra città e accenda un momento di riflessione sui temi che tratto in queste storie”.

ACQUAPENDENTE – Attraverso fiabe e leggende locali, il lettore viene trasportato in un mondo popolato da personaggi straordinari, dove il fantastico e il reale si intrecciano in trame suggestive e incantatrici.

Sabato la presentazione dell’ultima fatica letteraria di Roberto Colonnelli, con la prefazione di Orlando Aracelli e le illustrazioni a cura dei bozzettisti dei Pugnaloni. La sala della Biblioteca Comunale di Acquapendente ha accolto i tanti amici e interessati, a fare gli onori di casa il Sindaco di acquapendente Alessandra Terrosi e il vicesindaco Monica Putano che sottolineano l’importanza del libro di Colonnelli come strumento di conoscenza e di appartenenza al territorio tanto che l’Amministrazione Comunale di Acquapendente ne farà dono natalizio a tutti gli alunni delle scuole elementari.

“Spero solamente – mi dice l’autore con la voce rotta dall’emozione – che questo mio libro faccia suscitare quella sana curiosità legata al territorio e alla nostra città e accenda un momento di riflessione sui temi che tratto in queste storie”. Il libro edito da Gambini Editore, vede l’autore dell’alta Tuscia distinguersi per il suo linguaggio che tocca vari argomenti da quello sociale, la solidarietà e conflitto interiore.

Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

 

 

   

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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