Acqua: se la politica non interviene dal 2016 ulteriori salassi
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Il costo dei dearsenificatori per la Talete sarà nel 2016 di circa 6 milioni di euro. Soldi che la Talete potrà\dovrà trovare nelle tasche dei cittadini tramite le bollette perché la Regione non dovrebbe scucire più un euro.

L’arsenico ha già causato troppi danni, è ora di fare qualcosa perché non ne faccia anche nel futuro prossimo. Tra 6 mesi infatti sarà Talete e quindi la cittadinanza con le bollette a dover pagare la gestione degli impianti di dearsenificazione.

L’emergenza arsenico è durata fin troppo nella provincia di Viterbo, anni e anni di mancati interventi da parte della Regione e dei comuni, favoriti dalle deroghe dell’Unione Europea infatti hanno lasciato i cittadini della Tuscia bere acqua con livelli fuori norma fino al 31 dicembre scorso. Livelli che puntualmente vengono superati e che in alcune zone, tra l’altro, non sono mai scesi sotto il livello consentito per legge, nonostante l’investimento ingente per la costruzione degli impianti. Gli impianti però, lo dicono in tanti, non sono affatto la soluzione ideale. Sono quella più veloce, ma sicuramente non la migliore.

Il costo dei dearsenificatori per la Talete sarà nel 2016 di circa 6 milioni di euro. Soldi che la Talete potrà\dovrà trovare nelle tasche dei cittadini tramite le bollette perché la Regione non dovrebbe scucire più un euro. Lo ha confermato ieri il presidente della Talete spa Stefano Bonori che ha spiegato che la legge impone che in mancanza di altri contributi i costi del servizio, quindi anche i dearsenificatori, dovranno essere pagati dai cittadini. “A meno che – ha detto – lo Stato non faccia una nuova legge per dire che il servizio idrico rientra nella fiscalità generale e che quindi si copre il costo del servizio in questo modo”.

Intanto però c’è la patata bollente dei dearsenificatori, da risolvere prima di una eventuale legge dello Stato, che non è nemmeno nelle intenzioni dei legislatori e che quindi non arriverà. “Il tempo c’è fino all’approvazione del bilancio di previsione 2016 della Regione Lazio – ha spiegato Bonori – che dovrebbe avvenire entro la fine di quest’anno. In quell’occasione la Regione dovrebbe deliberare dei contributi per la gestione degli impianti”. La politica, in merito alla questione arsenico, sta facendo quello che ha fatto fino ad ora: sta a guardare e non dice nulla. Ma i tempi sono stretti e il prossimo anno il rischio è che l’acqua costi ancor più di oggi.

Tutto ciò per pagare una soluzione, i dearsenificatori, che è sconsigliata e sconsigliabile, perché costa troppo. “La miglior soluzione – ha concluso Bonori – sarebbe quella della miscelazione delle acque con acqua ad arsenico zero”. Per farlo bisognerebbe scavare pozzi e trovarla, con un costo una tantum per la collettività e non con un salasso annuale che si ripeterà in eterno.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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