Acqua pubblica, nulla di fatto in Regione Lazio
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"Ora sta alla Giunta Zingaretti e alla maggioranza che la sostiene dimostrare di essere rappresentanti del popolo e non delle lobbies che vogliono lucrare sull'acqua". Così i responsabili del Coordinamento Regionale Acqua Pubblica. 

“In un Consiglio regionale praticamente deserto sono state discusse le due interrogazioni presentate da
M5S e Insieme per il Lazio con cui si chiedeva al presidente Nicola Zingaretti e all’assessore Fabio Refrigeri cosa intendessero fare per attuare la legge regionale sull’acqua pubblica (L. R. 5/2014) a quasi 4 anni dalla sua approvazione, ovvero quando sarebbe stato approvato il provvedimento di definizione degli ambiti di bacino idrografico (ABI)”. Fanno il punto su quanto accaduto a Roma i responsabili del Coordinamento Regionale Acqua Pubblica. 

“Zingaretti e Refrigeri non hanno avuto neanche il coraggio di presentarsi in aula per rispondere del loro
ritardo nell’applicazione della legge. Hanno delegato un ignaro assessore Fabiani il quale, in risposta alle
interrogazioni, si è limitato a leggere una laconica nota degli uffici tecnici con cui si ribadiva il ritornello tanto
caro a Refrigeri: stiamo approfondendo, stiamo lavorando – continua il Coordinamento -.

E’ evidente che una risposta del genere è inaccettabile dopo tutto questo tempo, quando siamo sull’orlo della
fine legislatura, dopo che come comitati abbiamo avanzato e fatto depositare già da 3 anni, da consiglieri di
maggioranza e opposizione, una proposta di legge dettagliata sulla definizione degli ambiti, dopo che la
Giunta ha formalmente incaricato il Prof. A. Lucarelli per la redazione di una proposta a riguardo e che
quest’ultimo a metà giugno ha consegnato a Refrigeri il suo lavoro.

A questo punto, a seguito dell’ennesimo rinvio, è esplosa la rabbia delle decine di attivisti dei comitati per
l’acqua pubblica presenti in Consiglio che, di fatto, con le loro proteste hanno bloccato la seduta e hanno
chiesto, minacciando l’occupazione della sala, di fissare nel più breve tempo possibile un incontro con l’assessore
Refrigeri. La situazione si è sbloccata quando è stato comunicato che Refrigeri ha dato la sua disponibilità a
svolgere l’incontro per mercoledì 29 novembre alle 17.00 presso la sede della Giunta.

L’ignavia dimostrata dalla Regione fino a questo momento è un chiaro segnale di come questa Amministrazione abbia deciso di mantenere lo status quo e quindi di rendersi complice delle peggiori gestioni ed essere collusa con gli interessi privatistici di Acea che da sempre aspira a diventare il gestore unico regionale.

Le decine di attivisti presenti oggi lo hanno ribadito chiaramente: l’unica strada per tutelare la risorsa di fronte all’emergenza idrica e difendere gli interessi della collettività è l’attuazione della legge 5/2014.

Parteciperemo numerosi all’incontro con l’assessore Refrigeri del 29 novembre, determinati a non fare un passo indietro sul raggiungimento di una gestione pubblica dell’acqua nel Lazio e decisi a non accettare più risposte evasive.

Lo ribadiremo anche in quell’occasione, l’attuazione della legge sull’acqua è solo ed esclusivamente una questione di volontà politica. I cittadini si sono espressi chiaramente con il referendum del 2011 e ogni volta che sono stati chiamati a esprimersi a riguardo.

Ora sta alla Giunta Zingaretti e alla maggioranza che la sostiene dimostrare di essere rappresentanti del
popolo e non delle lobbies che vogliono lucrare sull’acqua. Ora sta alla Giunta Zingaretti e alla maggioranza che la sostiene dimostrare di essere parte della soluzione e non parte del problema. Come comitati per l’acqua ci impegneremo e lavoreremo fino all’ultimo per far prevalere una scelta di civiltà e di rispetto della democrazia”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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