Acqua, Non ce la Beviamo: "La Regione intervenga sulle criticità della Tuscia"
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Gli Stati Generali La Fune
Acqua, il Comitato Non Ce la Beviamo: "La Regione è tenuta a finanziare la manutenzione dei dearsenificatori". "Dopo le bollette pazze di Talete, l’assemblea dell’Ato della settimana scorsa annuncia probabili nuovi aumenti delle tariffe dell’acqua - continua il comitato -".

Acqua, il Comitato Non Ce la Beviamo: “La Regione è tenuta a finanziare la manutenzione dei dearsenificatori”. “Dopo le bollette pazze di Talete, l’assemblea dell’Ato della settimana scorsa annuncia probabili nuovi aumenti delle tariffe dell’acqua – continua il comitato -.

Ai ripetuti e immotivati aumenti delle bollette dell’acqua siamo purtroppo abituati, a riprova della fallimentare e inefficiente gestione privatistica di Talete. Il rischio che questa volta Fabbrini, in qualità di rappresentante del Comune di Viterbo, comunica è la possibilità che la Regione non finanzi il contributo per la manutenzione dei dearsenificatori previsto per il 2018.

Abbiamo più volte dichiarato che non spetta agli abitanti delle zone interessate risolvere di tasca propria il problema dell’ arsenico ma, come per qualsiasi altra situazione di inquinamento ambientale, se ne deve fare carico l’intera fiscalità.

La Regione, pertanto, è tenuta a intervenire non solo con finanziamenti straordinari, come avvenuto fin’ora, ma mettendo a regime la spesa attraverso un capitolo di spesa ordinario, perché di questo si tratta.

Ciò è ben descritto in un articolo della Legge 5/2014 che il Presidente della Regione Lazio non ha voluto in questi anni attuare. Segnaliamo, inoltre, anche a seguito dei recenti articoli riguardanti il picco di malattie oncologiche registrate nel nostro territorio, che molti paesi della provincia non hanno ancora risolto il problema arsenico (solo ad es. Fabrica di Roma μg 45 per litro) e che tutt’ora a Viterbo si registrano valori molto vicini al limite massimo stabilito dalla legge.

In particolare si tratta di quei Comuni che non essendo entrati a far parte di Talete Spa non ricevono i contributi dalla Regione. Questo Comitato è più volte intervenuto ritenendo questa un’operazione discriminatoria. Ricordiamo che là dove il sindaco, in qualità di responsabile della salute pubblica, è impossibilitato per mancanza di finanziamenti a risolvere problemi di salute pubblica, l’ente tenuto ad intervenire per il principio di sussidiarietà, è proprio la Regione”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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