Acqua, la lettera dei Comitati alla senatrice Moronese
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ROMA - La lettera è firmata da Associazione Italiana Cultura e Sport - Comitato Provinciale Viterbo, Aics Ambiente, Comitato Acqua Potabile, CNBAC Coordinamento nazionale bonifica armi chimiche, Aduc Ronciglione.

ROMA – Le associazioni ambientaliste della Tuscia consegnano una lettera, con una serie di punti urgenti su cui intervenire, alla senatrice Vilma Moronese. La lettera è firmata da Associazione Italiana Cultura e Sport – Comitato Provinciale Viterbo, Aics Ambiente, Comitato Acqua Potabile, CNBAC Coordinamento nazionale bonifica armi chimiche, Aduc Ronciglione.

Riproponiamo il contenuto della lettera in versione integrale:

Alla senatrice Vilma Moronese
Presidente Commissione Ambiente Senato della Repubblica

Rivolgiamo appello perché finalmente vengano prese in considerazione le proposte che abbiamo da anni inviato alla politica a tutti i livelli, per la provincia di Viterbo ed in particolare per i Comuni di Caprarola e Ronciglione che si approvvigionano di acqua del lago di Vico non potabile come da ordinanze dei Sindaci dei due Comuni (stesso appello è stato inviato ad istituzioni statali e regionali alla politica nel 14 gennaio 2018).

Tra le tante desideriamo ancora chiedere:

1-distribuzione di acqua potabile agli anziani, alle donne incinta, ai bambini, con mezzi idonei , in tutti i paesi in cui insiste l’emergenza;

2-resistituzione da parte degli enti gestori dei soldi (Comuni, Talete) per le fatture pagate per acqua non potabile, evitando resistenze in giudizio contro coloro che rivendicano il diritto sancito dalle leggi (Direttiva CEE n.80/778, DPR n236/88 art 21 comma 1, DL n 66/89, atrt. 13 provvedimento CIP n 26/75 ) e da molte sentenze; contestuale riduzione del 50% delle bollette, fino a che l’acqua non sarà distribuita potabile;

3-passaggio dall’agricoltura chimica all’agricoltura biologica con la proibizione categorica dell’uso di diserbanti, pesticidi e concimi chimici, in particolare dove insistono acque di superficie quali il lago di Vico, la cui conca deve essere salvaguardata e preservata naturale;

4-abbandono immediato della captazione dal lago di Vico, finché le acque del lago di Vico non saranno veramente risanate;

5-reperimento di fonti alternative definitive a quelle lacustri;

6- monitoraggio continuo delle sostanze tossiche e cancerogene che possano contaminare le acque destinate al consumo umano;

7-monitoraggio continuo, almeno mensile, delle sostanze tossiche e cancerogene nelle acque del lago di Vico, che possano contaminare la flora e la fauna lacustre e i prodotti ortofrutticoli coltivati nelle aree prossime al lago e che utilizzano acqua dell’emissario del lago di Vico, il Rio Vicano;

8-informazione corretta delle popolazioni ampia e diffusa, negli studi medici, nelle scuole, negli ambulatori della ASL e presso il presidio ospedaliero del S.Anna di Ronciglione;

9-monitoraggio di lungo periodo relativo allo stato di salute della popolazione, in particolare dei bambini e donne incinta;

10-screening gratuiti per le popolazioni esposte al cosiddetto effetto cocktail determinato dalla esposizione contemporanea a più cancerogeni e sostanze tossiche presenti nelle acque del lago di Vico in particolare arsenico, metalli pesanti, pesticidi e microcistine algali;

11-costante controllo sulle fosse a tenuta stagna e allaccio dove è possibile ai collettori fognanti;

12-effettiva bonifica del centro chimico militare del lago di Vico o CNBC ( centro nucleare batteriologico e chimico) ubicato in prossimità della riva; verifica e contrasto della possibile azione di inquinamento esercitata da agenti contaminanti individuati nel sottosuolo del dismesso CNBC;

13-controlli sulle attività illegittime nelle acque del lago di Vico ( per evitare i possibili versamenti di sostanze pericolose, altamente inquinanti);

14-alla luce di tutto quanto esposto, crediamo necessario, così come è stato fatto nella terra dei fuochi, affrontare l’emergenza sanitaria con leggi specifiche, che garantiscano la sicurezza del prodotto nocciola e castagna, con misure ambientali e sanitarie, con azioni di monitoraggio sulla popolazione anche sanitarie nel territorio dei Monti Cimini, con la bonifica di tutte le aree inquinate e del lago di Vico che si ricorda dovrebbe essere tutelato dalle leggi in quanto Riserva Naturale.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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