"Acqua, la gestione pubblica è l'unica via percorribile"
non-ce-la-beviamo
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Proliferano nella Tuscia i comitati “No Talete, sì acqua pubblica” e parte la campagna che ha come scopo “sottrarre l'acqua alle leggi di mercato e affermare la chiara volontà popolare del referendum”.

VITERBO – Cresce il movimento per l’acqua pubblica nella Tuscia. Il Comitato ‘Non ce la beviamo’ e il Coordinamento Comitati Viterbesi lanciano un messaggio netto: “La gestione pubblica dell’acqua è l’unica via percorribile”. 

Proliferano nella Tuscia i comitati “No Talete, sì acqua pubblica” e parte la campagna che ha come scopo “sottrarre l’acqua alle leggi di mercato e affermare la chiara volontà popolare del referendum”.

“Ogni giorno nascono assemblee pubbliche nei paesi della provincia di Viterbo, ogni giorno sempre più persone si impegnano per questa causa  – così da ‘Non ce la beviamo’ -.

Cresce ovunque la consapevolezza della necessità di chiudere l’esperienza fallimentare privatistica e partitocratica della Talete e della sostenibilità economica di questo processo.

Vogliamo affermare i principi della Legge Regionale 5 del 2014, approvata all’unanimità e pertanto esecutiva, che definisce l’acqua, bene comune da gestire con forme di diritto pubblico. Occorre soltanto
applicarla e noi ne rivendichiamo il diritto.

Decisi a far valere le ragioni dell’acqua pubblica in coerenza con le leggi e con la sostenibilità economica, ampiamente provata da studi di economia e dalle esistenti esperienze, si rafforza quel percorso di impegno diffuso tra le Comunità , i Governi locali, i Lavoratori del settore e i Sindacati. Una grande marcia di Comunità alleate che con decisione e responsabilità chiedono che l’acqua sia un diritto e non una merce”.

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
Masicar300x300-optimize
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300
Onda
asvis 2
POST FB 01
aiac_banner_01