Acqua al veleno, i Comitati incontrano la senatrice Vilma Moronese
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ROMA - La senatrice ha ascoltato attentamente quanto esposto rispetto le problematiche dell'ambiente della provincia di Viterbo incentrate soprattutto sull’acqua potabile avvelenata dall’arsenico.

ROMA – La senatrice Vilma Moronese, Presidente della commissione Ambiente del Senato della Repubblica, ha ricevuto una delegazione dei comitati che da tempo si impegnano per il diritto all’acqua potabile e pubblica, composta dalla coordinatrice Paola Celletti Comitati di Viterbo Non ce la beviamo e Raimondo Chiricozzi AICS ambiente, CNBAC .

La senatrice ha ascoltato attentamente quanto esposto rispetto le problematiche dell’ambiente della provincia di Viterbo incentrate soprattutto sull’acqua potabile avvelenata dall’arsenico, sul diritto all’acqua potabile ancora non completamente esteso alla popolazione viterbese e infine perché venga scongiurata la sua privatizzazione.

Sono state inoltre esposte le questioni ambientali riguardanti il lago di Vico e il suo inquinamento e sull’approvvigionamento idrico effettuato da questo lago per la distribuzione di acqua alla popolazione di Caprarola e Ronciglione.

Paola Celletti, in particolare, ha illustrato e consegnato alla Senatrice una nota con le richieste del comitato, la documentazione relativa al progetto dei bacini idrografici, all’attuazione della legge 5/2014 e la documentazione scientifica su inquinamento da arsenico fornita dalla dott.ssa Antonella Litta referente della ISDE ( medici per l’Ambiente) e dalla dott.ssa Moro dell’Istituto superiore di Sanità.

Raimondo Chiricozzi, in particolare, ha illustrato e consegnato alla senatrice una nota che riassume le richieste di associazioni e comitati rivolte al superamento del grave problema riguardante l’acqua distribuita nella provincia di Viterbo e soprattutto alle popolazioni di Ronciglione e Caprarola e infine la necessità di affrontare la questione inquinamento del lago che non può più essere disconosciuta.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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