
IL CORNER DEL PROFESSORE – Sulle colonne di La Fune, Francesco Mattioli scrive una lettera aperta alla sinistra italiana (leggi qui). È sempre piacevole ascoltare il buon professore. Si sente che è uno che ha studiato ma non avverto mai che parli da un pulpito. Di sicuro è una bravissima persona che scrive, parla e agisce affinché, almeno a suo modo di vedere, il mondo diventi migliore per tutti.
Parla citando grandi pensatori o sociologhi, almeno dal tenore delle sue parole sembrano essere tutte persone importanti di cui, ovviamente non ne conosco ne i nomi ne i pensieri. Quando ero molto più giovane, ormai la distanza temporale si avvicina al mezzo secolo, capivo perfettamente cosa si intendesse per destra e sinistra. Con l’esuberanza e follia della gioventù pensavo di aver soluzioni e sicurezze che nei decenni si sono rivelate problematiche.
Ho vissuto a lungo negli Stati Uniti e mi sono ritrovato dall’altra parte del duopolio a cui ero abituato. Forse ho assorbito molto da questo posto e una cosa credo averla imparata: un problema—una soluzione. Le ideologie sono per chi ha voglia di filosofeggiare. In altre parole, non mi dire che cosa pensi ma dimmi cosa hai fatto, le soluzioni che hai trovato ai problemi veri o come hai migliorato la tua e l’altrui vita.
In questi giorni dico a mia figlia e a tutti gli amici che il primo dovere verso loro stessi è di almeno provare ad essere felici. Spero il professore mi perdoni ma l’empatia che sembra caratterizzarlo sembra più un problema che un motivo di gioia. Non sono sicuro di capire chiaramente le posizioni degli estremi politici che critica ma credo che ci siano spiegazioni molto terra terra.
Su una affermazione del professore sono completamente d’accordo. “L’Occidente è un luogo nel quale, piaccia o meno, vige la ricerca della semplificazione”. Mi sento colpevole dell’accusa. Sono una persona semplice che vorrebbe ulteriormente semplificare tutto. Fondamentalmente credo solo che la maniera di avere una qualità della vita altissima siano buoni rapporti umani e non certo teorie filosofiche o modi di pensare.
Bompieri è un grandissimo ricercatore Italiano, vincitore ne 1974 della medaglia Fields, premio assegnato ogni 4 anni al miglior matematico della sua generazione. Sulla sua intelligenza e creatività matematica non è lecito avere dubbi. È a lui spesso riferita una frase detta in un convegno di scienziati: ”Siamo tutti dei mediocri, lavoriamo per vivere. Quello che fa la differenza è il rapporto tra di noi, il divertimento nel perseguire insieme i nostri sogni, la voglia di stare insieme”.
Lui non è mediocre, è eccezionale, eppure trova divertimento e felicità nelle cose semplici, “nello stare insieme”. Mi ritrovo perfettamente nelle sue parole. Immagino di avere punti di convergenza e altri in antitesi col professor Mattioli ma quello che mi sembra manchi nella sua analisi è l’importanza di relazionare tutto alla vita di tutti i giorni, a quella di Viterbo e dei rapporti umani del professore con la moglie, figli, gli amici, i vicini etc. .
Sono consapevole di essere semplice, egoista e superficiale perché non ho molto “feeling” per problemi che so di non poter risolvere. Capisco che servano pensatori illuminati che ci insegnino a cambiare punto di vista ma nella mia vita sono importanti sia il ritrovarmi con amici con cui 45 anni fa ho condiviso momenti di gioia e divertimento puro che la voglia di migliorare la mia e la vita delle persone a cui voglio bene facendo cose facili.
In America è di moda una frase: “Non lasciate che la ricerca di perfezione vi impedisca di fare una cosa buona”. Sono sicuro che se chiedessimo a 1000 viterbesi scelti a caso di fare una lista delle priorità esiste un’altissima probabilità che ci siano moltissimi punti in comune. Dico che dobbiamo puntare a risolvere i problemi semplici. Esempio: Viterbo vuole essere città turistica ma il camion che prende il vetro passa al centro storico dove ci sono i ristoranti alle 14:00 quando tutti sono a pranzo. Questa è cosa semplice. Va risolta….. ieri.
Questo è il mio problema con Mattioli: nel dietro della testa è perfettamente consapevole di parlare di problemi anche di Viterbo ma quando fa filosofia perde di vista la vita di tutti i giorni che possiamo facilmente migliorare risolvendo i problemi semplici. In un secondo momento
possiamo passare a quelli medi e così via. Sia chiaro, credo che i problemi veri di Viterbo siano quello economico e quello della riduzione delle nascite aggravato dal fatto che mandiamo via i nostri figli. Esistono molti problemi, non tanto sulla qualità della vita che ritengo altissima ma obiettive problematiche piccole e grandi. Se non riusciamo a metterci d’accordo sulle cose semplici come possiamo sperare di risolvere i problemi mondiali?


















