Accoglienza, la proposta di Fratelli d'Italia contro la logica dell'emergenza e per la trasparenza
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Ieri in conferenza stampa a Viterbo i consiglieri comunali Luigi Buzzi, Gianluca Grancini e Claudio Ubertini insieme al portavoce provinciale Giuseppe Talucci Peruzzi e al consigliere regionale della Toscana, Giovanni Donzelli hanno presentato la proposta presentata in Parlamento.

“Una legge non contro i richiedenti asilo, ma contro lo sperpero di denari pubblici che si è generato intorno all’accoglienza”.
Ieri in conferenza stampa a Viterbo i consiglieri comunali Luigi Buzzi, Gianluca Grancini e Claudio Ubertini insieme al portavoce provinciale Giuseppe Talucci Peruzzi e al consigliere regionale della Toscana, Giovanni Donzelli hanno presentato la proposta presentata in Parlamento. Una proposta che definiscono “taglia business”.

“La nostra richiesta, che va ben oltre le opinioni politiche riguardo la gestione errata dei flussi migratori – ha spiegato Donzelli – è che, tutte le strutture private che si offrono di ospitare un numero determinato di immigrati, debbano rendicontare le spese che si trovano a dover affrontare, dal vitto ai vestiti, all’alloggio stesso. Attualmente, infatti, mentre un privato per poter partecipare ad un bando relativo a qualsiasi settore deve presentare, giustamente, un numero congruo di documenti, per ospitare un richiedente asilo deve solo indicare il numero di persone presenti e riceve, automaticamente, un rimborso procapite”.

Fratelli d’Italia si riferisce ai bandi della prima accoglienza, per i quali le richieste in termini di rendicontazione sarebbero molto vaghe. Una proposta che cerca di superare il concetto di emergenza. “Questo sistema – ancora Donzelli – che si basa sulla normativa d’emergenza predisposta in Puglia venti anni fa per fronteggiare lo sbarco di albanesi, permette alle Prefetture di appaltare a soggetti privati la gestione dell’accoglienza senza che queste debbano giustificare con fatture o scontrini quelle che sono le spese effettivamente sostenute. È ovvio che ciò comporta, inevitabilmente, un business di milioni di euro che circolano incontrollati e che permette di arricchirsi ad associazioni e cooperative sulla pelle degli immigrati stessi”.

Donzelli parla di un  cortocircuito di trasparenza che “ha determinato innanzitutto un moltiplicarsi di soggetti che operano nel settore senza alcuna competenza, basti pensare al caso del proprietario di un biscottificio che ha chiuso la sua azienda per dedicarsi all’accoglienza, ed, inoltre, anche un lievitare sproporzionato dei flussi che sono letteralmente esplosi con il governo Renzi e la nomina a ministro di Poletti, presidente di LegaCoop. La nostra proposta di legge – ha concluso – verrà discussa a breve e da quel momento in poi finalmente verranno allo scoperto tutti gli interessi che sono legati, a doppio filo, con la gestione degli immigrati”.

 

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