Accoglienza e rifugiati: le buone prassi raccontate dall’Arci
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Arci Solidarietà Viterbo e Arci Viterbo ad oggi ospita circa 180 rifugiati. Ecco come li accoglie. L’anteprima di Estasiarci con un convegno con rappresentanti di Arci, Sprar, Unhcr, Caritas e Prefettura.

L’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati: Arci Solidarietà Viterbo e Arci Viterbo inaugurano Estasiarci XVII con il convegno Buone prassi per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati che si svolgerà presso la Sala Coronas della Prefettura di Viterbo. Ogni anno con Estasiarci, Arci Viterbo e Arci Solidarietà celebrano la Giornata mondiale del rifugiato, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2001 e che ricorre ogni anno il 20 giugno.

Arci Solidarietà Viterbo e Arci Viterbo insieme ad alcune delle realtà più significative sul panorama nazionale discuteranno delle buone prassi dell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati. Le buone prassi vengono messe in pratica dalle due realtà sul territorio provinciale dal 2001, e attualmente con cinque progetti Sprar che coinvolgono otto Enti Locali della Tuscia, che prevedono l’accoglienza in piccoli gruppi in appartamenti ed un articolato programma per l’integrazione delle persone accolte.

Prassi che Arci mette in pratica anche per gli arrivi in prima accoglienza. Dal 2014, infatti, in occasione di un afflusso straordinario, Arci Solidarietà Viterbo e Arci Viterbo tramite la Prefettura di Viterbo accolgono i migranti secondo lo stesso modello Sprar. In totale, attualmente, sono circa 180 le persone accolte da Arci Solidarietà Viterbo e Arci Viterbo.

Interverranno il vice Prefetto aggiunto, dirigente Area IV della Prefettura di Viterbo Roberta Monni, la direttrice del Servizio Centrale Sprar Daniela Di Capua, il vice presidente Arci Nazionale Filippo Miraglia, il responsabile immigrazione Caritas Italiana Oliviero Forti, Riccardo Clerici dell’Unhcr e il segretario della Cgil Roma-Lazio con delega all’immigrazione Roberto Giordano.

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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