
VITERBO – L’idea di proporre una strategia integrata per il rilancio del centro storico di Viterbo nasce da una motivazione civica e da un’esperienza diretta di vita nel centro storico, ed è pensata come contributo autonomo e costruttivo al dibattito sul suo futuro. Non si tratta di uno studio tecnico né di un progetto professionale compiuto, ma di una riflessione pragmatica, fondata sull’osservazione, sul confronto con esperienze maturate in altre città e su un approccio indipendente da logiche politiche o di parte.
Il contributo per il rilancio del centro storico si fonda sul superamento delle cause strutturali che ne hanno determinato il progressivo declino economico, sociale e residenziale negli ultimi decenni: non un fenomeno inevitabile o naturale, ma come l’esito di scelte urbanistiche e politiche molto discutibili orientate allo spostamento di funzioni, servizi e flussi vitali verso l’esterno della città storica, in assenza di adeguate politiche compensative; scelte e politiche alle quali si auspica che un governo cittadino più attento possa porre rimedio.
Muovendo da un’analisi comparativa con altri centri storici italiani di dimensioni analoghe che hanno saputo mantenere o recuperare la propria centralità, il contributo individua nell’accessibilità e nella mobilità il presupposto imprescindibile di qualsiasi politica di rigenerazione urbana. In tale prospettiva, viene avanzata una proposta organica per la realizzazione di un sistema diffuso di sette parcheggi fuori terra di tipo “fast park”, modulari, reversibili e a basso impatto, localizzati in aree già destinate alla sosta, in parte all’interno e in parte a ridosso della cinta muraria: un sistema che consentirebbe di quasi raddoppiare l’attuale dotazione di posti auto, con costi significativamente inferiori e minori rischi ambientali e archeologici rispetto a soluzioni interrate, ponendo le basi per una regolazione sostenibile della mobilità nel centro storico, integrata dal potenziamento del trasporto pubblico locale.
Su questa infrastruttura di base si innestano due ulteriori linee strategiche di valorizzazione. La prima è dedicata alla creazione di un attrattore culturale e turistico permanente fortemente identitario: un museo della Macchina di Santa Rosa, articolato in una torre trasparente collocata in posizione strategica, il largo Benedetto Croce, in prossimità delle grandi aree di parcheggio (Martiri d’Ungheria, Valle Faul e San Paolo) destinata a ospitare ciclicamente la Macchina “dismessa” in un percorso espositivo nell’adiacente ex chiesa degli Almadiani dedicato alla storia della Santa, dei facchini e della tradizione del Trasporto, con l’obiettivo di trasformare un evento annuale in una presenza culturale stabile e riconoscibile.
La seconda linea strategica è rappresentata dal progetto “Viterbo Città del Cinema”, concepito come polo del cinema e dell’audiovisivo della Tuscia e come leva strutturale di rigenerazione urbana, culturale ed economica del centro storico. Cuore del progetto è la rifunzionalizzazione dell’ex sede della Banca d’Italia, destinata a ospitare un complesso integrato di funzioni: museo dedicato alla storia della Tuscia come terra di cinema, spazi per la formazione e la produzione audiovisiva, laboratori e archivi, nonché alloggi per studenti, docenti, artisti e professionisti del settore. In stretta connessione con tale struttura, il recupero del Cinema Teatro Genio – già oggetto di un intervento di riqualificazione come centro congressi – viene valorizzato come sala principale del Polo, sede di festival, rassegne, anteprime, eventi internazionali e attività congressuali legate al cinema, alla cultura e alle industrie creative.
Elemento qualificante del progetto è il coinvolgimento dell’Università della Tuscia, chiamata a svolgere un ruolo attivo nella definizione dell’offerta formativa e di ricerca, attraverso corsi, laboratori e percorsi interdisciplinari nei campi della comunicazione, delle tecnologie digitali e dell’audiovisivo, contribuendo così a generare una presenza stabile di studenti e giovani professionisti nel centro storico. A ciò si affianca l’istituzione di una rassegna permanente di cinematografia internazionale, articolata in più “settimane tematiche” distribuite nell’arco dell’anno, realizzate con il coinvolgimento delle ambasciate e degli istituti di cultura stranieri in Italia, e capaci di attrarre registi, artisti, operatori e pubblico da tutto il mondo. Tale dimensione internazionale conferisce al progetto un profilo distintivo, in grado di collocare Viterbo all’interno di reti culturali e diplomatiche di ampio respiro.
La sostenibilità economico-finanziaria della strategia proposta si fonda su un modello plurimo e integrato di reperimento delle risorse, che affianchi alle quote eventualmente stanziate nel bilancio comunale un ampio ricorso a finanziamenti esterni, pubblici e privati, differenziati in funzione della natura dei singoli interventi. Il sistema dei parcheggi fuori terra, in quanto infrastruttura funzionale e generatrice di flussi di cassa prevedibili, si presta a forme di finanziamento pubblico-privato, mutui agevolati e project financing “leggero”, con rientro dell’investimento attraverso la gestione tariffaria.
Gli interventi di valorizzazione culturale identitaria, come il museo della Macchina di Santa Rosa, possono invece essere sostenuti attraverso donazioni private, fondazioni bancarie, Art Bonus e forme di mecenatismo civico, interno ed internazionale, con l’obiettivo prioritario di coprire i costi di gestione e generare indotto turistico. Il progetto “Viterbo Città del Cinema”, infine, presenta le maggiori potenzialità di attrazione di investimenti privati anche a livello internazionale, grazie alla combinazione di asset immobiliari, formazione, eventi e rassegne culturali continuative: sponsorizzazioni, partnership con soggetti dell’industria audiovisiva, contributi di istituti di cultura e ambasciate straniere, nonché ricavi diretti da biglietteria, corsi, affitto spazi ed eventi, consentono di configurarlo come un investimento culturale capace di produrre ritorni economici, occupazionali e di immagine nel medio-lungo periodo. Nel loro complesso, le risorse attivabili permettono di ridurre significativamente l’impatto sul bilancio comunale, trasformando la spesa pubblica in leva per attrarre capitali esterni e generare valore duraturo per la città.
Nel loro insieme, le tre proposte non si configurano come interventi episodici, ma come parti di un unico disegno di rigenerazione urbana, fondato su una visione condivisa, su politiche coerenti e su un orizzonte temporale capace di attraversare più cicli amministrativi. L’obiettivo finale è restituire al centro storico di Viterbo una funzione urbana piena, attrattiva e sostenibile, rafforzandone il ruolo identitario, culturale ed economico all’interno della Tuscia e nel contesto regionale e internazionale.
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