"Abolire il carcere": Arci presenta il libro di Manconi al carcere di Viterbo
mammagialla11
800 Monastero
Appuntamento promosso da Arci Solidarietà Viterbo, che da anni lavora all’interno della struttura con uno sportello di ascolto, informazione e orientamento sociale rivolto a tutte le persone detenute e organizza attività laboratoriali promuovono percorsi di consapevolezza e responsabilità dei partecipanti.

“Abolire il carcere. Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini” chiude Resist XI. Il Festival promosso da Arci Viterbo in collaborazione con ANPI provinciale Viterbo e i Circoli Arci della provincia di Viterbo, dopo dieci giorni di appuntamenti nella provincia, termina con un incontro presso la Casa Circondariale di Viterbo.

Giovedì 5 maggio alle 14.30 presso la sala teatro della Casa Circondariale di Viterbo, Strada San Salvatore 14 b, è in programma un appuntamento simbolico e importante: la presentazione di “Abolire il carcere: una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini” di Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone e Federica Resta.

L’appuntamento, a numero chiuso, è organizzato da Arci Solidarietà Viterbo, che da 11 anni è presente all’interno della struttura con uno sportello di ascolto, informazione e orientamento sociale rivolto a tutte le persone detenute. Organizza attività laboratoriali che, con strumenti diversi, promuovono percorsi di consapevolezza e responsabilità dei partecipanti.

L’iniziativa rappresenta un’occasione importante di analisi e condivisione delle problematiche legate al mondo dell’esecuzione penale e per sancire un legame tra carcere, territorio, cittadini ed istituzioni.

La XI edizione di Resist ha visto la collaborazione di Anpi, Anpi Sezione Emilio Sugoni di Nepi, Arci Blera, Arci Solidarietà Viterbo, Arci Tour, Aucs Onlus, Circolo Arci Claudio Zilleri, Circolo Arci Il Cosmonauta, Circolo Arci La Poderosa, il Comune di Caprarola, Ed. Stampa Alternativa, Ucca.

lafune_800 x 120
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
lafune_300 x 600
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
Fune 300x300
TdP_Inalazioni