"Abbraccia don Armando e da lassù dateci uno sguardo". Domani i funerali di don Bruno Marini
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Chi li ha conosciuti non dimentica. Viterbo piange la morte di don Bruno Marini, che ha raggiunto nella giornata di ieri il fratello Armando. I funerali si svolgeranno domani 26 maggio ore 15 presso la chiesa della Sacra Famiglia.

Chi li ha conosciuti non dimentica. Viterbo piange la morte di don Bruno Marini, che ha raggiunto nella giornata di ieri il fratello Armando.

Classe 1943 si è spento ieri a Rimini, dove viveva a casa della sorella. Era andato via da Viterbo e lasciato la guida della parrocchia dei Santi Valentino e Ilario nel 1999, per seri problemi di salute. Ma a Villanova tutti, almeno quelli che sono nel quartiere da più anni, lo ricordano. Come dimenticare quelle quattro braccia, di don Armando e don Bruno, che hanno tirato su mattone dopo mattone la chiesa e tutto il resto.
Fondatori di un luogo fisico, col corpo. E capaci di renderlo vivo, costruendo una comunità di quartiere. Un’identità, là dove è più difficile farlo: nella periferia.

Tanti i messaggi di affetto. Uno su tutti, che bene ha saputo incarnare i pensieri di molti, quello del presidente del presidente del Sodalizio dei Facchini Massimo Mecarini: “Un pensiero a un grande uomo e grande sacerdote, che ho avuto l’onore di conoscere. Ciao Bruno, abbraccia don Armando da parte mia e insieme ogni tanto, da lassù, dateci uno sguardo”.

Messaggio di gratitudine dalla Chiesa di Viterbo: “Gli siamo grati per un ministero che ha segnato profondamente la comunità intera, che ha trovato in lui un punto di riferimento e una guida sicura”.

I funerali si svolgeranno domani 26 maggio ore 15 presso la chiesa della Sacra Famiglia.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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