"Abbiamo fatto la città turistica, adesso dobbiamo fare i cittadini"
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Di fatto vogliamo solo i vantaggi del turismo o del termalismo o dell’università o delle novità. Dobbiamo fare tutti la nostra parte ...

IL CORNER DEL PROFESSORE  – Nel lungo weekend di inizio dicembre 2025, cosiddetto della Madonna, fiumi di turisti sono accorsi a Viterbo. Vengono da tutta Italia e qualcuno anche dall’estero. È un piacere prendere il caffè seduti al bar immersi in atmosfere internazionali.

Sicuramente una parte importante l’ha fatta il villaggio di Natale ma la città richiama tutto l’anno ed è molto bella. I turisti vengono perché parcheggiano la macchina e per qualche ora si perdono nelle vie medievali o nelle irregolari geometrie della città del maresciallo Rocca, che vanta anche molte stratificazioni storiche. Non ho ancora capito perché ma qualcuno vuole far finta che non ci sia turismo. Pace, facessero. È chiaro che bisogna saper intercettare i flussi e non cercare un ritorno agli anni 70 ma questa è altra discussione.

Credo che siamo arrivati alla fase 2. Il turismo c’è, ora non possiamo fare a meno di servirlo. Iniziamo dalle cose semplici: 1) ma come è possibile che a via San Lorenzo, ormai il nuovo corso bello nel cuore della città, si possa trovare un pezzo di caldaia o una cassetta di plastica, tanto per fare qualche esempio. 2) Amanti dei cani dovete raccogliere la cacca. Ma come è possibile che bisogna camminare stando attenti? 3) Nelle vie del centro storico non si può transitare quando la ZTL è attiva. Ma come é possibile che qualcuno ci parcheggi?

Quanto appena scritto è documentato dalle foto pubblicate qui sotto. Abbiamo fatto la città turistica adesso dobbiamo fare i cittadini. Dobbiamo sia crederci che comportarci come tali. Ancora non abbiamo capito che, per dirla con l’uomo ragno, “con grandi poteri vengono grandi responsabilità”.

Di fatto vogliamo solo i vantaggi del turismo o del termalismo o dell’università o delle novità. Dobbiamo fare tutti la nostra parte, presentarci al meglio, e se la raccolta dell’organico non passa raccogliere la propria busta. La città è bella, perché presentarla sporca? In altre parole, siamo noi stessi a sporcarla o a provare a fare i furbetti o a trascurarla.

Per fortuna una nota altamente positiva: la ristorazione. Nella foto la bella cameriera da Stefano “Meletta” che mi presenta orgogliosamente il vino della Tuscia. A Viterbo si mangia bene, si beve meglio. Forse abbiamo un problemino di posti a sedere. Chi vende panini finisce il pane. Più di qualche turista è costretto ad andare via per mangiare. Qui deve scattare l’iniziativa privata senza dubbio. Perché in questo articolo non coinvolgo in nessuna maniera la politica locale o il comune? Serve un cambio di mentalità e questo non lo può imporre nessun partito o sindaco.

Però ormai dovrebbe essere chiaro che il turismo è qui per restare nonostante noi. Le tre P del turismo restano: parcheggi, pipì e pappa. Organizziamoci.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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