
VITERBO – Viterbo ha un nuovo P.E.B.A. L’acronimo sta per Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche. E’ stato approvato all’unanimità nella seduta di consiglio di martedì 11 giugno. 27 tavole allegate che raccontano tutti gli interventi da attuare.
Il nuovo PEBA, su cui ha lavorato l’assessore alla Qualità degli Spazi Urbani Emanuele Aronne, è stato portato in commissione Urbanistica giovedì 5 giugno e in queste ore approvato in consiglio comunale. Approvati quattro emendamenti presentati dal gruppo Pd, ritenuti migliorativi. Lo stesso Aronne lo ha introdotto, sul piano tecnico, in sala d’Ercole: “Questo è un piano all’avanguardia e potrà avere un bell’impatto. E’ qualcosa di veramente importante. Siamo tutti non normo-dotati, quindi è un piano per noi tutti. Il monitoraggio sarà la cosa più importante e quindi decideremo una commissione incaricata di questo. Il piano non rende la città accessibile, è questa aula che dovrà farlo”.
“Avevamo bisogno di questo documento – così l’assessore ai Servizi Sociali Rosanna Giliberto -. Un documento che vede alla disabilità non come un ostacolo ma in una nuova prospettiva dove l’ambiente si adegua alla persona. Tutti potremmo vivere, in un momento della nostra vita, una disabilità. Oltre alle barriere fisiche c’è attenzione importante alle barriere sensoriali e psicologiche. Dobbiamo essere orgogliosi di questo piano perché la sua attuazione avrà ripercussioni importanti”.
Complimenti anche dall’opposizione. Il primo a ringraziare e a dichiararsi soddisfatto il consigliere del Pd Alvaro Ricci: “Dobbiamo riconoscere quando le cose sono fatte bene. Questo piano e gli interventi ci renderanno a rendere meglio fruibile la nostra città per non distinguere in cittadini di serie A e serie B. Con una nota polemica sulla precedente amministrazione Arena che non colse l’occasione fornita dalla Regione Zingaretti di rinnovare i Peba con appositi fondi, costringendo ora alla spesa di 30mila euro. Poi chiede che venga data priorità a progetti esecutivi contemplati nel piano con fondi comunali”. “Un piano che ci proietta nel futuro – lo etichetta Matteo Achilli di Fratelli d’Italia -. Non parliamo più di una disabilità motoria ma vista in tante sfaccettature, questo rende merito all’assessore e al progettista”.
Il Piano è teso a rilevare e classificare tutte le barriere architettoniche presenti in un’area circoscritta e può riguardare edifici pubblici o porzioni di spazi pubblici urbani (strade, piazze, parchi, giardini, elementi arredo urbano). Il Comune di Viterbo ha approvato l’ultimo nel 2008, scaduto nel 2018 perché ha durata dieci anni. Nessuno ha provveduto a farne uno nuovo e approvarlo, nonostante si tratti di un documento fondamentale e che permette di accedere a fondi pubblici mirati all’abbattimento delle barriere architettoniche.
I P.E.B.A. sono gli strumenti in grado di monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti i cittadini. Il piano individua anche le proposte progettuali di massima per l’eliminazione delle barriere presenti e fa la stima dei costi. I P.E.B.A., infatti, non sono solo uno strumento di monitoraggio, ma anche di pianificazione e coordinamento sugli interventi per l’accessibilità poiché comportano una previsione del tipo di soluzione da apportare per ciascuna barriera rilevata, i relativi costi, la priorità di intervento.
Un documento tecnico complesso. Mentre l’ultimo P.E.B.A del 2008 riguardava solo Viterbo città questo nuovo prende in considerazione anche gli ex comuni, diventando quindi più completo. Inoltre Aronne ha portato avanti il lavoro a quattro mani con la Consulta del Volontariato, donando alla città un piano di abbattimento delle barriere architettoniche concordato. Il nuovo documento non tiene conto solo dell’eliminazione delle barriere fisiche ma anche di quelle sensoriali e delle barriere cognitive. E’ quindi uno strumento all’avanguardia.
Interessa spazi pubblici all’aperto (strade, marciapiedi, parchi) ed edifici pubblici (edifici comunali, musei comunali, biblioteche, impianti sportivi comunali). Per molti finanziamenti pubblici è necessario fornire un P.E.B.A in corso di validità, pena l’esclusione dai bandi. Inoltre esistono molti fondi a disposizione dei comuni proprio per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
I lavori indicati nel P.E.B.A. finiscono direttamente nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche e l’obiettivo principale è andare a realizzarlo, area dopo area, per liberare le città dalle barriere architettoniche di ogni natura.


















