
VITERBO – I viterbesi, non tutti per fortuna, potrebbero ricevere un premio apposito per “i culi più pesanti” d’Italia. Unico mezzo di spostamento contemplato in città risulta essere la macchina, con buona pace ed eterno riposo del servizio di trasporto urbano. Macchine su macchine, lasciate ovunque.
Perché il capoluogo della Tuscia è sì la città dei papi ma anche quella del parcheggio selvaggio, sia tradizionale che creativo. E le piazze storiche sono il “tappeto” libero sulla cui superficie sbizzarrirsi. Tanto la polizia locale è ridotta ai minimi termini di personale e la sera, soprattutto, i controlli sono zero.
Allora c’è chi si straccia le vesti, tuonando contro l’inciviltà di chi parcheggia senza criterio. Magari anche a ridosso delle fontane monumentali. Eppure c’è poco da inveire. La questione andrebbe stroncata alla radice, con dell’intelligente arredo urbano.
Pensare che esistono anche dei progetti, sviluppati nel 2016, attraverso un apposito concorso di idee per la riqualificazione delle piazze di Viterbo. La foto che mostriamo in questo articolo indica una soluzione che era stata individuata per piazza della Rocca.
Il concorso aggiudicò 10mila euro al primo classificato, 5mila al secondo e 3mila al terzo. Tutto è rimasto su carta e le piazze di Viterbo hanno continuato a rimanere perfette per dare sfogo all’arte del parcheggio. La Fune lancia a Palazzo dei Priori un invito: raccogliete quei progetti che avete in qualche cassetto e realizzate le modifiche pensate per togliere le auto dalle piazze e restituirle alle persone.
Qual è il freno a questa azione di buonsenso? La paura, forse, che qualche commerciante possa risentirsi del venire meno di un parcheggio sull’uscio del negozio per i propri clienti? Se così fosse sarebbe imbarazzante da giustificare.
Coraggio, liberate le piazze storiche dalle auto con l’arredo urbano. Finché le lascerete vuote continueranno tutti a riempirle di auto. E’ un po’ l’evoluzione di un concetto base della fisica: in natura il vuoto non esiste. Anche se certe teste, a volte, sembrerebbero dare ragione al contrario.


















