"A Viterbo vogliamo candidare un sindaco del Partito Socialista"
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"Cercheremo di presentare a Viterbo un candidato sindaco socialista". Così Sergio Insogna, che questa settimana ha ufficializzato la nascita del gruppo Psi a Palazzo dei Priori. Siamo andati a intervistarlo, per capire meglio cosa bolle in pentola.

“Cercheremo di presentare a Viterbo un candidato sindaco socialista”. Così Sergio Insogna, che questa settimana ha ufficializzato la nascita del gruppo Psi a Palazzo dei Priori. Siamo andati a intervistarlo, per capire meglio cosa bolle in pentola.

 

 

Nasce questo gruppo del Psi, che succede?

“Psi è Partito Sergio Insogna. Scherzo. Credo che un po’ di socialismo vada recuperato, come dottrina e filosofia di vita. E’ un toccasana per quanto riguarda gli aspetti di riequilibrio delle ingiustizie umane, sociali e anche amministrative. Viterbo è governata da una sinistra che taglia un milione e 500mila euro ai Servizi Sociali. Un’operazione figlia di una sinistra sinistrata”.

Come è venuta questa idea di fondare il gruppo a Palazzo dei Priori?

“Volevo iniziare con questo percorso un anno e mezzo fa ma per una serie di motivi non è stato possibile. Avevo già allora messo a disposizione la possibilità di avere un seggio in consiglio comunale. Per rappresentare le istanze di un ceto medio-basso che la politica di Michelini ha disdegnato in questi anni. Personalmente sono sempre stato impegnato in ambito sociale. Le politiche di questo governo “fioroniano” lasciano un po’ a desiderare… e quindi serve un controaltare”.

Cosa avete in programma?

“Faremo degli incontri presso la sede del Psi in piazza Unità d’Italia. Siamo una quarantina di persone che stanno cercando di darsi da fare per il progetto. Il Partito Socialista conta un sindaco a Montefiascone, due vicesindaci nella provincia e diversi consiglieri. Sto cercando di legare tutte queste realtà in un possibile progetto per la città di Viterbo. Si pone a luglio anche la questione delle elezioni provinciali. Ora abbiamo una rappresentanza anche nel comune capoluogo, anche se a Viterbo si ricomincia da uno. E’ comunque importante”.

Ma con chi state? Al governo nazionale state con Renzi, a Viterbo dove guardate?

“La situazione locale è diversa da quella nazionale e regionale. Vogliamo rappresentare la politica di chi sta vicino ai problemi della città e dei cittadini. Problemi disattesi ipocriticamente e non affrontati da questa maggioranza, che mette la testa sotto la sabbia. Ragioneremo sul quadro di alleanze possibili.

A Viterbo siamo all’opposizione del governo Michelini. Per tanti buoni motivi: tra cose non fatte e promesse non mantenute”.

E in futuro?

“Faremo un nostro programma, vedremo se possibile fare una lista ed esprimere un candidato sindaco. Altrimente cercheremo tra i soggetti che parteciperanno alla battaglia politica 2018 chi più vicino ai nostri programmi. Ho ricevuto in questi giorni diverse telefonate, c’è entusiasmo. La nostra porta è aperta. Non si cercano tessere ma idee e al momento la cosa più importante è il confronto sui temi della città. Chiunque vuole collaborare è il benvenuto, non siamo un club privato”.

Ma Francesco Moltoni?

“Siamo grandi amici. L’ho sostenuto e sono stato con lui. Non verrà nel Partito Socialista ma per me era importante aprire questo percorso”.

Farete opposizione durissima a Michelini?

“Io l’ho sempre fatta. Prima di andare fisicamente all’opposizione già avevamo posto una serie di questioni all’interno della maggioranza. Puntualmente siamo stati derisi. Ha sbagliato comunque Michelini che ha umiliato negli anni il suo gruppo: Oltre le Mura. Abbiamo quindi aperto un’altra storia”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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