A Viterbo si spendono più di 1600 a testa nel gioco d’azzardo

VITERBO - Oltre 112 milioni di euro. Questa è la cifra sperperata dai viterbesi nel gioco d’azzardo secondo i dati di Gedi Visual afferenti al 2017.
VITERBO – Viterbo capitale della cultura? No. Del Turismo? Neppure. A breve lo sarà del gioco d’azzardo.
Secondo i dati 2017 di Gedi Visual, gruppo editoriale di Repubblica, i viterbesi hanno sperperato nel gioco d’azzardo 112,85 milioni di euro. In media 1664 euro a persona tra giochi gestiti dallo stato e slot machine.
In un segmento su scala nazionale che comprende i comuni tra i 50mila e i 200mila abitanti (in tutto 130), Viterbo si attesta al 36mo posto.
Se si considera che a Viterbo il reddito medio è di 19.560 euro, i viterbesi buttano nel gioco d’azzardo quasi il 9% del proprio reddito.
Una cifra importante considerato il tessuto socio-economico di riferimento.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















