A Viterbo non piace l'Europa: lo sportello Europa non si farà
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E mentre nei comuni della Tuscia iniziano a realizzarsi impianti sportivi e a riqualificare musei grazie ai fondi in arrivo da Bruxelles, a Viterbo ancora non si sa cosa farsene delle opportunità che garantisce l’Europa.

A Viterbo non piace l’Europa. Non ci sono soldi, se non qualche cosa che rimane dagli anni passati, per lo sportello che dovrebbe aiutare il Comune e le realtà del territorio a trovare fondi europei. Basterebbero pochi spiccioli, rispetto all’immensità di un bilancio comunale, ma di fatto la lezione non è stata ancora imparata. L’emendamento al bilancio presentato da Chiara Frontini per stanziare un nuovo capitolo da 20mila euro che servisse per realizzare lo sportello è stato bocciato ieri dalla maggioranza.

E mentre nei comuni della Tuscia iniziano a realizzarsi impianti sportivi e a riqualificare musei grazie ai fondi in arrivo da Bruxelles, a Viterbo ancora non si sa cosa farsene delle opportunità che garantisce l’Europa.

Tante degli emendamenti bocciati ieri con i quali si proponevano, parchi, aree attrezzate per camperisti e tanto altro, potevano essere finanziate con fondi europei. Se solo fosse stato fatto qualcosa per attivare lo strumento che era uno degli obiettivi della delega concessa dal sindaco Leonardo Michelini al consigliere del Pd Christian Scorsi.

L’obiettivo dell’emendamento di Chiara Frontini era quello di realizzare uno sportello e di dotarlo di consulenti esterni. Nel frattempo si sarebbe proceduto a formare i dipendenti comunali per rimpiazzare mano mano i consulenti riducendo le spese e massimizzando i profitti.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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