A Viterbo locali di serie A e di serie B
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L'attacco del comitato Tulipani che con una serie di volantini sta denunciando il trattamento da figli e figliastri per i locali del centro storico e quelli fuori le mura

Tutto è iniziato quest’estate, quando Palazzo dei Priori ha deciso di usare il pugno duro con i locali del centro storico. Troppo rumorosi, secondo gli abitanti dei quartieri medievali viterbesi, anche se i proprietari hanno fatto i salti mortali per cercare di coniugare il divertimento dei giovani avventori che arrivano per svagarsi, con le limitazioni al rumore per rispettare chi vive in quelle zone del centro storico.

Durante il periodo estivo il Comune è stato intransigente con i locali: l’orario di chiusura è all’1, non si sgarra. Ma esistono locali di serie A e di serie B, quelli dove le regole si rispettano alla lettera e quelli dove ci sono le deroghe. Almeno a quanto dice il comitato Tulipani e il suo presidente Alberto Abatecola, negoziante del centro storico, che in un volantino inveisce contro le ordinanze da figli e figliastri del Comune.

Al centro dell’attacco del negoziante il sindaco Michelini e i suoi assessori, soprattutto quelli addetti agli affari relativi al centro storico. Secondo il comitato, infatti, la nuova ordinanza del Comune mira a far chiudere tutti i locali del centro storico all’1 mentre gli altri, “quelli nella zona dei padroni” dice, hanno la facoltà di chiudere alle 3 di notte.

Non solo orari, però, nella protesta del comitato, che denunciano anche come ci siano attività “fortunate” con zone di ampi parcheggio tutt’intorno, mentre altre “sfigate” si ritrovino circondati di strisce blu. Insomma secondo il comitato si fanno figli e figliastri per quanto riguarda i locali di Viterbo, sia del centro che fuori, e si chiede maggiore rispetto verso i commercianti senza trattamenti diversi per uno o per l’altro.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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